lunedì 20 agosto 2012

La tomba del primo imperatore cinese

Uno dei guerrieri di terracotta ritrovati
a Xi'an nella tomba di Qin Shi Huang
E' rimasto sepolto, indisturbato, per duemila anni nelle profondità di una collina della Cina centrale, circondato da un fossato pieno di velenoso mercurio. Si tratta di un imperatore, il primo imperatore cinese, il cui nome era Qin Shi Huang, morto nel settembre del 210 a.C., dopo aver conquistato ben sei stati ed aver gettato le basi per la creazione di una prima, vera, grande nazione cinese.
La risposta ad una serie di misteri storici può trovarsi seppellita proprio con questo imperatore, nella sua tomba, per il momento non accessibile ai visitatori ma solamente agli studiosi.
Qin Shi Huang nacque nel 259 a.C., primogenito del re Qin, uno dei sei sovrani dei sei regni indipendenti che formavano, al tempo, la Cina. Questi regni erano stati, per anni, in guerra tra di loro ma Qin Shi, servendosi intelligentemente di una combinazione di forza militare, strategia e sfruttamento delle catastrofi naturali, conquistò tutti e sei gli stati, proclamandosi unico sovrano, imperatore della Cina. Gli studiosi stanno ancora discutendo sui dettagli di questi anni cruciali, sulle tattiche che hanno permesso a Qin Shi di fare quello che non era stato possibile ad altri prima di lui.
Alla sua morte, Qin Shi Huang venne seppellito nella tomba più sfarzosa e complessa che fosse stata mai costruita in Cina, un vasto complesso sotterraneo di caverne che contenevano tutto ciò di cui l'imperatore avrebbe avuto bisogno nell'aldilà. Tra queste cose, l'imperatore volle circondarsi di riproduzioni in argilla dei suoi eserciti, delle sue concubine, degli amministratori e della servitù che, in vita, avevano costituito la sua corte.
Questa grande ed insolita corte fu casualmente scoperta nel 1974 da un gruppo di agricoltori che stavano scavando dei pozzi vicino Xi'an. Gli archeologi hanno scavato il sito per oltre 40 anni, scoprendo, finora, 2.000 soldati di argilla, ma gli esperti sostengono che l'esercito di Qin Shi ne contasse addirittura 8.000.
I ricercatori devono ancora aprire la sepoltura monumentale che contiene le spoglie del primo imperatore cinese. La decisione di aprire ed esplorare il tortuoso sistema di cunicoli e camere che compongono l'ultimo soggiorno terreno di Qin Shi, è una decisione che spetta al governo cinese. Molto dipende anche dalla necessità di preservare intatta la sepoltura e dalla disponibilità di tecnologie avanzate per conseguire questo risultato.
Antiche fonti narrano che Qin Shi aveva addirittura creato un intero regno sotterraneo, con tanto di palazzo reale con un soffitto che imitava il cielo notturno, con perle al posto delle stelle. Gli esperti pensano anche che, da qualche parte, ci siano anche una sorta di harem reale in terracotta. Si crede, poi, che la tomba del primo imperatore sia circondata da fiumi di mercurio liquido, che gli antichi cinesi ritenevano potesse garantire l'immortalità. E proprio la probabile presenza di questo fossato pieno di mercurio è una delle ragioni per le quali gli archeologi non hanno ancora proceduto all'esplorazione della tomba che, se tutto ciò fosse vero, sarebbe estremamente pericolosa. Campioni di terreno prelevato all'intorno hanno dato una presenza di mercurio estremamente elevata.
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