venerdì 24 agosto 2012

Un poema per Poppea

Il papiro con il poema dedicato a Poppea
Un poema greco antico, scoperto in Egitto, correttamente tradotto si è rivelato essere la deificazione di Poppea Sabina, moglie dell'imperatore Nerone e la sua ascensione al cielo nelle vesti di divinità.
In base allo stile letterario e ad altri fattori, gli studiosi hanno accertato che il poema fu composto 200 anni dopo la morte di Nerone (circa 1800 anni fa). Questo fatto ha lasciato perplessi gli archeologi, che si sono chiesti chi mai si fosse preso la briga di comporre e ricopiare questo poema a così tanti anni dalla morte dell'imperatore e di sua moglie.
Nerone è noto soprattutto per le sue intemperanze. Gli antichi scrittori sostengono che egli fece uccidere sua madre Agrippina e la sua prima moglie. Secondo alcuni fu anche responsabile della morte di Poppea, alla quale avrebbe dato un calcio allo stomaco mentre era incinta.
La figura di Poppea esce ancor meno positivamente di Nerone, dai resoconti degli autori dell'epoca. Quando  Nerone fece uccidere la sua prima moglie, Ottavia, si dice che Poppea si fosse presentata con la testa di lei. Alcune fonti alludono al fatto che dietro la morte di Agrippina ci fosse, in realtà, sempre Poppea.
La poesia appena decifrata, comunque, offre un ritratto differente dell'antica coppia imperiale. Poppea, nel poema, è portata in cielo da Afrodite. L'autore lascia intendere, tra le righe, che Poppea amava Nerone e che, quindi, la storia del calcio datole da questi, che ne avrebbe provocata la morte, non può essere che un'invenzione di qualche scrittore.
La storia della decifrazione del testo inizia nel tardo XIX secolo, dopo lo scavo ad Ossirinco di Bernard Grenfell e Arthur Hunt, che ritrovarono centinaia di migliaia di antichi papiri nelle discariche antiche della città. Negli ultimi cento anni gli studiosi hanno progressivamente analizzato, tradotto e pubblicato i papiri di Ossirinco. In particolare il papiro che contiene il poema dedicato a Poppea, con molti altri papiri, è custodito nella Biblioteca Sackler dell'Università di Oxford.
Probabilmente il componimento fu creato dopo la morte di Poppea, quando Nerone era ancora in vita e poi ricopiato in diverse "edizioni" per duecento anni, dal momento che doveva essere anche piuttosto popolare. Un'alternativa è che il poema sia stato composto da uno scrittore del III secolo d.C. come un componimento di circostanza in occasione della morte della moglie di un funzionario egizio. In tal caso, le figure di Nerone e Poppea apparirebbero emblematiche di due amanti separati dalla morte di uno di loro.
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