lunedì 19 novembre 2012

Restituiti frammenti dei marmi di Ascoli Satriano

Il Trapezophoros con i grifoni
Altri 150 frammenti di marmo del IV secolo a.C. sono stati restituiti dal Getty Museum all'Italia. Si tratta dei frammenti della tomba di Ascoli Satriano, dove, nel 1978, è stato scavato di frodo il Trapezophoros, un oggetto unico al mondo, con due grifoni che sbranano una cerva, restituito anch'esso all'Italia nel 2007.
I frammenti del Trapezophoros sono al Museo Nazionale Romano, dove saranno studiati dall'ex soprintendente di Roma Angelo Bottini, da Piero Guzzo (ex soprintendente di Pompei) e da Stefano Gasparri, docente alla Sapienza.
Il Getty Museum aveva individuato, attraverso una revisione di quanto contenuto nei suoi magazzini, i preziosi frammenti.
Il Direttore Generale per le Antichità, Luigi Malnati, ha dichiarato: "Ora da Ascoli saranno trasportati a Roma i sette vasi di marmo pieni usati da elementi di architettura, mai visto prima qualcosa di simile, che erano con il sostegno di tavola dei grifoni e con il Podanipter, bacino marmoreo per lavare i piedi, dipinto con il trasporto delle armi di Achille: una pittura che anticipa la pratica di due secoli".
Il Podanipter
Il Getty Museum acquistò gli oggetti e un bellissimo Apollo con un grifone del I secolo d.C., da Maurice Tempelsman, miliardario grazie ai diamanti, che Paolo Giorgio Ferri, il giudice che con due marescialli dei carabinieri ha risolto il caso, reputa essere solo un prestanome del museo.
I tesori di Ascoli Satriano provengono dal territorio dell'antica Ausculum, in provincia di Foggia. Si tratta degli anzidetti grifoni policromi in marmo e di altri reperti che tombaroli senza scrupoli hanno saccheggiato e rivenduto all'estero. L'eccezionalità di questi reperti sta sia nella fattura che nella straordinaria qualità del marmo, cristallino e trasparente, scavato nell'isola greca di Paro.
Tutti i manufatti sembrano rappresentare, in modo straordinario, la versione monumentale di un servizio funebre, le cui forme richiamano la raffinata ceramica italiota del IV secolo a.C.. Il grande cratere di marmo conserva anch'esso tracce di policromia, ma anche l'impronta in negativo di una decorazione in oro rappresentante foglie di edera. Il Podanipter, tipico bacile per uso cerimoniale, conserva ancora, al suo interno, la splendida scena del trasporto delle armi di Achille da parte delle Nereidi. Questo bacile presenta elementi di affinità con le pitture del Sarcofago delle Amazzoni, uno dei più alti esempi di pittura magno-greca del IV secolo a.C.
Il sarcofago delle Amazzoni
Non si è ancora completamente certi della destinazione d'uso di questi eccezionali reperti. Molto probabilmente costituivano il corredo di una tomba a camera della seconda metà del IV secolo a.C.. L'incavo presente nella parte superiore del cratere porterebbe a pensare che sia stato utilizzato come cinerario (come alluderebbe la presenza della corona aurea applicata alla vasca).
Il marmo con cui sono stati fabbricati questi oggetti è per la maggior parte delle cave di Stephani, sull'isola di Paros. Le mensole sono delle cave di Lefkes, sempre a Paros. Il sostegno con i grifi è di marmo di Aphrodisia. I marmi sono decorati con diversi colori: rosso, rosso-violetto, azzurro, rosa, bianco, beige, giallo, marrone, verde.
Per dipingere questi straordinari reperti sono stati utilizzati tutti i colori presenti nella pittura del bacino del Mediterraneo: la cuprorivaite (blu egiziano o azzurro pompeiano) per gli azzurri; il cinabro e l'ematite per i rossi; la cerussite e il caolino per il bianco; la malachite per il verde; la goethite per il giallo dorato. Il violetto è ottenuto da una lacca composta da un colorante di origine vegetale - la robbia - estratta dalla Rubia tinctorum, assorbita su calcite. La tonalità del colore dipende dal grado di macinazione dell'elemento da cui si ricava.
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