lunedì 15 aprile 2013

Scoperte nella pianura bergamasca

Alcuni dei reperti emersi nelle indagini archeologiche
nella pianura bergamasca
Testimonianze della vita di 2000 anni fa rivelate dall'Alta Velocità nella pianura bergamasca. Da un anno sono partite le indagini archeologiche lungo il percorso che vedrà posizionati i binari della Tav. Il primo bilancio non è certo di poco conto: 33 cantieri archeologici tra Treviglio e Antegnate hanno riportato alla luce reperti risalenti ad un periodo che va dalla tarda Età del Bronzo (XII secolo a.C.) fino all'Età Rinascimentale (XV secolo d.C.).
Quanto è stato scoperto finora riguarda insediamenti abitativi e necropoli, dai quali sono emersi monete e monili d'argento, punte di freccia, giavellotti in bronzo e molti oggetti in ceramica e vetro. tutto ad una profondità di appena 20-60 centimetri.
Il maggior numero di ritrovamenti sono ascrivibili all'età romana e tardo romana (I secolo a.C. - IV secolo d.C.). Particolarmente interessante è una necropoli ritrovata a Bariano, composta da 36 tombe disposte lungo una strada antica larga sei metri che faceva parte della rete viaria romana nella pianura bergamasca. Le tombe contenevano corredi funerari con piatti, coppe, olle, balsamari, il tutto piuttosto frammentato. Sono state trovate anche delle monete, il famoso "obolo di Caronte" che, come si credeva in antico, i defunti dovevano consegnare al terribile nocchiero dell'Ade per poter usufruire di un "passaggio" sull'infernale traghetto che attraversava il fiume Acheronte.
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