lunedì 8 luglio 2013

Ebrei d'Egitto...

Elefantina, in Egitto
Nel 1911 furono pubblicati dei papiri in cui si narravano le vicende personali degli appartenenti ad una colonia militare ebraica in Egitto nel V secolo a.C.. I documenti contenevano anche la notizia della presenza di un tempio di questa comunità, ma non chiarivano dove esso si trovasse. Soprattutto gli studiosi non riuscivano a comprendere se si trattava di una leggenda o della realtà. La ricerca si è interrotta con l'inizio della prima guerra mondiale ed è ripresa nel 1918, ma senza successo.
Secondo quanto è scritto nei rotoli di papiro, i coloni ebrei vivevano in pace con i vicini egiziani ed avevano mantenuto le leggi ebraiche. L'Egitto, all'epoca, era sotto il dominio del re persiano Cambise, che l'aveva conquistato nel 525 a.C.. Alcuni dei membri della comunità ebraica avevano anche preso in moglie delle donne egiziane e la loro vita scorreva sostanzialmente tranquilla. Si pensa che la comunità vivesse non lontano dall'isola di Elefantina, se non proprio sull'isola, ai confini dell'Egitto dell'epoca. Questo presidio militare aveva il compito di contenere le infiltrazioni in Egitto provenienti da sud.
Gli ebrei, secondo i papiri del 1911, avevano costruito le loro dimore accanto al loro tempio ma non c'è nessuna traccia di questa comunità negli scritti dello storico ebreo Giuseppe Flavio, né nel Talmud o nei documenti ufficiali ebraici.
Secondo i papiri, il tempio ebraico rimase in piedi fino al 400 a.C., quando i persiani furono cacciati dall'Egitto. Il tempio era stato distrutto solo una volta dai sacerdoti di Knum, che avevano un tempio poco distante, ma fu ricostruito qualche anno dopo, su ordine del governatore persiano.
Le spedizioni per ritrovare il tempio degli ebrei sono state numerose. Durante questi scavi e ricerche è stato individuato un cosiddetto villaggio aramaico, una serie di case di mattoni in fango che si disponevano attorno ad una zona occupata da un piccolo edificio pavimentato in piastrelle. Era questo il tempio ebraico di cui parlavano i papiri.
Il tempio era una costruzione piuttosto piccola, di cui è rimasta intatta solamente la metà. Aveva, però, un bel pavimento in piastrelle disposte su due strati, ad indicare che era stato distrutto una volta e poi ricostruito. Gli archeologi pensano che il tempio apparteneva ad una colonia ebraica che fungeva da presidio per difendere l'ingresso meridionale del ricco Egitto. Gli Ebrei erano sostanzialmente dei mercenari al servizio dei conquistatori persiani.
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