mercoledì 31 luglio 2013

Le due navi romane di Pola

Il cantiere archeologico a Pola
Sono due le navi romane che, una accanto all'altra, giacciono nel sottosuolo della città di Pola, al di sotto di una strada anonima che, un tempo, era il porto operativo di Roma, posto all'estuario del fiume di Pragrane.
I primi resti della nave sono emersi la scorsa primavera. Adesso sono, invece, sono apparsi i resti di una seconda imbarcazione di proporzioni minori. La prima nave è un raro esemplare di "nave cucita", in legno e spago, senza l'utilizzo di metallo. Sul cantiere, in occasione della scoperta, sono stati convocati esperti in ingegneria meccanica, edile, navale ed architetti. La particolare tecnica costruttiva, posta in essere senza ricorrere a punti metallici, era tipica di fasi piuttosto antiche dell'era romana. I Romani, in questo caso, non hanno fatto altro che adottare una tecnica di fabbricazione tipica delle popolazioni autoctone, gli Histri.
La prima imbarcazione ha uno scafo di 20 metri per 20 e sembra in grado di affrontare anche il mare aperto. La seconda nave, invece, era lunga più o meno 8 metri. Entrambe risalgono ad un periodo compreso tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.. Nei pressi delle imbarcazioni sono stati ritrovati i resti di un delfino di pietra, vasellame ben conservato, spago intrecciato, cuoio, suole di calzature romane, marmo, ceste, pesi da reti di pesca e anfore. Sono stati estratti anche resti organici sia animali che vegetali che facevano parte del trasporto: ossa, conchiglie, ossicini di pesche, noci, cereali.
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