venerdì 26 luglio 2013

Stobi, città del marmo e del sale

Scavi di Stobi, in Macedonia
Il sito di Stobi, in Macedonia, è stato oggetto di numerosi scavi e ricerche, nel corso dell'ultimo secolo. Gli archeologi stimano che solo il 15-20 per cento dei suoi resti siano stati scoperti. Dal 2008 gli scavi sono curati dalla Fondazione Patrimonio dei Balcani.
Gli archeologi, studenti e volontari, stanno continuando a scavare la zona residenziale nord della città, dove è stato già ritrovato un grande teatro, una cinta muraria, il foro della città romana, una sinagoga, un battistero ed una serie di cisterne. Recentemente gli archeologi hanno rintracciato un'antica necropoli, in uso fino al V secolo d.C.) ed un tempio del II-III secolo d.C.
Le emergenze degli scavi hanno dimostrato che la città di Stobi è stata continuativamente occupata a partire dal IV secolo a.C. fino a tutto il VI secolo d.C.. Nacque come capitale dei Peoni e fu edificata alla confluenza dei fiumi Erigon e Axios. Si specializzò da subito nella produzione del marmo del vicino monte Klepa.
Lo storico romano Tito Livio scrive che nel 197 a.C. il re macedone Filippo V sconfisse i Dardani in prossimità di Stobi. Con i Romani la cittadina divenne un importante centro per il commercio del sale. Nel 168 a.C. i Romani sconfissero Perseo di Macedonia. La regione venne divisa in quattro repubbliche separate che verranno riunificate in un'unica provincia romana. Nel 69 d.C. Vespasiano le concesse il rango di municipium e il diritto di coniare moneta.
Stobi fu anche un importante centro cristiano e sede vescovile. Nel V e VI secolo d.C. fu capitale della provincia romana Macedonia Secunda. Fu distrutta dapprima dal saccheggio degli Ostrogoti di Teodorico, nel 479 d.C., poi da un terremoto nel 518 d.C.
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