domenica 4 agosto 2013

Le tante vite del Foro e del Tempio della Pace

Resti del Tempio della Pace nel Foro Romano
La seconda vita del Foro della Pace dopo Vespasiano e il medioevo, il foro più esteso dei Fori Imperiali (due ettari di architetture), inaugurato dai Flavi nel 75 d.C. con la pacificazione sanguinosa della Palestina e la conquista di Gerusalemme, rivela la sua storia di riutilizzo, già in antico, di marmi e strutture.
Una campagna di scavo, condotta dalla cattedra di Archeologia Medioevale dell'Università di Roma Tre, guidata dal Professor Riccardo Santangeli Valenziani, ha intercettato, ad una profondità di 3 metri dal livello di via dei Fori Imperiali, tra la Basilica di Massenzio e la chiesa dei santi Cosma e Damiano, fasi costruttive e di riutilizzo risalenti ad un periodo compreso tra l'VIII e il XIV secolo. Le indagini hanno in particolare riguardato l'aula di culto del Tempio dedicato alla dea Pax, la cui pavimentazione è caratterizzata da grandi cerchi di marmi bianchi e rosa.
Qui sono stati ritrovati i segni di attività produttive legate ad un cantiere di spoliazione di marmi bianchi e travertino, risalente al XII secolo. In particolare è stata individuata una grande fossa lunga 30 metri e larga 3, con una rampa. I blocchi di marmo venivano spaccati e bruciati nelle calcare e portati fuori attraverso la rampa. Lo scavo ha anche individuato un impianto di produzione metallurgica di IX secolo, con scorie in vetro e metallo e strumenti di lavorazione. E' emersa anche una gigantesca colonna di 15 metri di lughezza e 1,80 di diametro, di granito rosa di Assuan, pertinente alla prima fase dei Fori.
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