martedì 29 ottobre 2013

Un ostrakon erotico da Rodi

L'ostrakon di Rodi (Foto: A. Dreliosi-Irakleidou, N. Litinas)
Sull'isola di Rodi è stato ritrovato un ostrakon con inciso un epigramma che parla d'amore. Il reperto risale al II secolo a.C.. I ricercatori Anastasia Dreliosi-Irakleidou e Nikos Litinas, dell'Università di Creta, hanno studiato l'epigramma.
L'epigramma giaceva nel terreno dove sorge il cimitero centrale di Rodi. Con l'epigramma sono stati trovati resti di uno scheletro, urne di argilla, frammenti di ceramica, maniglie di anfora con timbro e un gran numero di cocci iscritti. Questi reperti sembrano essere stati trasferiti nel luogo del ritrovamento da un altro luogo, probabilmente a seguito di un disastro naturale.
A parte l'ostrakon che parla delle pene d'amore, gli altri ritrovati sono dei documenti. Chi ha redatto i versi dell'epigramma amoroso non ha tracciato linee di separazione tra le parole, né accenti o altri segni diacritici. I ricercatori hanno ipotizzato che l'epigramma consistesse, originariamente, di almeno quattro distici elegiaci, dei quali sono stati omessi deliberatamente o per errore l'esametro del terzo e il pentametro del quarto. Un'altra ipotesi è che l'epigramma consisteva in tre distici elegiaci.
L'epigramma cita una certa Glykera, forse un'etera Samiana, che cercava di liberarsi del suo amore con il giuramento di dedicare un dipinto. Dal momento che è nominata anche un'altra etera, Papylides, il significato dell'epigramma non è ben chiaro e non si è certi che si tratti di un unico epigramma o di due epigrammi differenti riguardanti le storie di Glykera e Papylides. Se fosse la sola storia di Glykera sarebbe un epigramma erotico, dal momento che questo nome era sovente utilizzato dalle etere, mentre il nome di Papylides, derivante da Papylos, è attestato solo in un'iscrizione bizantina in Bitinia.
Per quanto riguarda la divinità coinvolta in questo "affare erotico", può essere Dioniso (dal momento che viene nominato un thiasos) oppure Adonis. Forse l'ostrakon con l'epigramma è stato utilizzato per scrivere una bozza affrettata e incompleta della creazione originale di un poeta. Ma, quasi certamente, si tratta di una copia di un testo già esistente. L'epigramma è scritto in dialetto ionico ma non rivela l'identità del suo autore.
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