domenica 20 luglio 2014

Una nuova sepoltura a Giza

L'ingresso della tomba di Perseneb
(Foto: Maksim Lebedev)
In una sepoltura posta ad est della Grande Piramide di Giza è stato scoperto un affresco risalente a 4300 anni fa. Il dipinto, a vivaci colori, mostra la vita sul Nilo, con imbarcazioni che, mosse da vele, solcano le acque del grande fiume durante una battuta di caccia. Della scena fa parte anche un uomo di nome Perseneb, con la moglie e il cane.
Tombe come questa, poste ad est e ad ovest della Grande Piramide, furono costruite da privati che ricoprivano incarichi di alto rango durante l'Antico Regno (2649-2150 a.C.), l'epoca in cui furono costruite le piramidi.
L'affresco tombale è stato scoperto nel 2012 da un gruppo di archeologi dell'Istituto di Studi Orientali dell'Accademia Russa delle Scienze, che sta scavando in loco dal 1996. Gli archeologi hanno ritrovato l'affresco mentre stavano ripristinando la tomba di Perseneb, un sacerdote, secondo le iscrizioni, proprietario della sepoltura. Quest'ultima è composta da una sala per le offerte, una sala centrale e la camera sepolcrale. Le tre camere contenevano 11 statue raffiguranti Perseneb ed i membri della sua famiglia.
Gli archeologi ripuliscono l'affresco
(Foto: Maksim Lebedev)
La tomba fu scoperta ed esplorata dall'archeologo tedesco Karl Richard Lepsius, al XIX secolo a.C. ed è stata una sorpresa, per gli archeologi russi, ritrovare un affresco non registrato prima. Quest'ultimo è stato realizzato su un sottile strato di intonaco bianco. Purtroppo l'affresco appare piuttosto danneggiato dalla fuliggine e dalla sporcizia che, dal XIX secolo, ha accompagnato la veloce industrializzazione de Il Cairo. C'è da considerare, inoltre, che all'epoca c'erano persone che avevano l'abitudine di dimorare nelle tombe, arrecando a queste ultime non pochi danni.
Nella parte superiore dell'affresco, comunque, sono riconoscibili le immagini di barche a vela che solcano il Nilo. Forse rappresenta il ritorno di Perseneb dal nord, dopo un pellegrinaggio o un'ispezione dei suoi possedimenti funerari, vale a dire proprietà sulle quali non gravavano imposizioni fiscali, lasciate dal defunto a sostentamento dei suoi discendenti e per il mantenimento della sua sepoltura. Nei registri più bassi dell'affresco compaiono scene agricole quali l'aratura, la semina, il pascolo di pecore, asini carichi di covoni. Compare anche Perseneb e la moglie, accompagnati da quello che sembra essere il loro cane.
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