sabato 11 ottobre 2014

Sepoltura anomala ritrovata ad Albenga

Lo scheletro della giovane donna ritrovato ad Albenga
(Foto: Stefano Roascio)
Durante lo scavo del complesso di San Calogero ad Albenga, sulla Riviera ligure, gli archeologi del Pontificio Istituto di Archeologia Sacra hanno portato alla luce i resti di una ragazzina di appena 13 anni sepolta a faccia in giù. Secondo gli studiosi, la giovane era stata sepolta in questo modo perché rifiutata dalla comunità alla quale apparteneva e vista come un pericolo persino dopo morta. Lo scheletro è stato soprannominato "la giovane strega".
Il sito della scoperta è un cimitero sorto sul terreno di una chiesa martiriale dedicata a San Calogero, edificata tra il V e il VI secolo d.C. e abbandonata, assieme al suo luogo di sepoltura, nel 1593. La sepoltura deve essere ancora datata al radiocarbonio, anche se gli esperti ritengono che essa risalga ad un periodo compreso tra la tarda antichità e il medioevo. Sepolture come queste sono piuttosto rare e collegate quasi esclusivamente ad una punizione del defunto.
Lo scheletro della giovane donna giaceva con le mani poste sul bacino e le gambe diritte e parallele. Non mostrava segni evidenti di una morte violenta, ma i ricercatori hanno trovato possibili tracce di una grave anemia. Curiosamente, pur essendo una sepoltura "anomala", essa è stata ritrovata di fronte ad una chiesa. Un caso simile è stato documentato nel sito archeologico di Pava, in provincia di Siena.
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