domenica 18 gennaio 2015

Il faraone d'argento...

Particolare del sarcofago d'argento di Psusennes
(Foto: Ancient Origins)
Durante la seconda guerra mondiale a Tanis, in Egitto, un archeologo francese, Pierre Montet, fece una scoperta che potrebbe rivaleggiare con quella della tomba di Tutankhamon fatta da Howard Carter. La notizia di questa scoperta, tuttavia, non sollevò lo stesso interesse di quella di Carter.
Pierre Montet scoprì la sepoltura di un faraone poco conosciuto della XXI Dinastia di nome Psusennes I. Costui salì al potere all'inizio del Terzo Periodo Intermedio, un periodo di instabilità in Egitto, durante il quale il potere faraonico era frammentario e il paese era diviso tra Alto e Basso Egitto. Il potere del faraone era stato limitato alla regione del Delta, mentre il Sommo Sacerdote di Amon, che risiedeva a Tebe, aveva giurisdizione su quasi tutto il resto dell'Egitto.
Collare in oro e lapislazzuli del re Psusennes, ritrovato nella sua tomba
(Foto: Wikimedia Commons)
La sepoltura di Psusennes ha smentito il fatto che i faraoni non esercitassero più quel potere al quale erano abituati. La bara del faraone, infatti, è in argento massiccio, il che fece meritare a Psusennes il soprannome di "faraone d'argento". Gli Egizi consideravano l'oro come carne degli dei, l'argento, invece, era destinato alle ossa di questi ultimi. L'argento, tuttavia, a differenza dell'oro, non era facilmente reperibile in Egitto e doveva essere importato, forse dall'Asia occidentale e dal Mediterraneo. L'argento, dunque, era un bene di valore ancora maggiore dell'oro.
La bara di Psusennes, dunque, essendo d'argento riflette la ricchezza del paese che egli governava. Gli oggetti trovati nella tomba, inoltre, sono di altissima qualità ed indicano che vi era, all'epoca di Psusennes, artigiani specializzati in grado di produrre oggetti di lusso.
Maschera funeraria in oro massiccio di Psusennes
(Foto: Wikimedia Commons)
Il sarcofago antropoide d'argento di Psusennes è stato trovato all'interno di una bara di granito rosa, a sua volta racchiusa in un sarcofago anch'esso di granito. Quest'ultimo era appartenuto a Merenptah, faraone della XIX Dinastia, figlio di Ramses II. Al contrario della bara e degli oggetti in essa contenuti, la mummia di Psusennes non è sopravvissuta ai secoli. Nella tomba sono stati trovati solo un mucchio di ossa e di polvere nera che accompagnavano una maschera funeraria d'oro che era stata deposta sul volto del faraone. Probabilmente la mummia venne distrutta dall'acqua che filtrava attraverso il terreno, poiché anche diversi oggetti in legno contenuti nella tomba sono andati distrutti allo stesso modo. Pierre Montet, tuttavia, è riuscito a trovare i vasi canopi dove erano custodite le viscere di Psusennes, gli ushabti e altri oggetti non deperibili che, di dice, rivaleggiano in preziosità con quelli del tesoro di Tutankhamon.
La ricchezza del tesoro di Psusennes è, forse, legata alla notevole lunghezza del suo regno che, secondo Manetone, durò dai 41 ai 46 anni. Proprio questa scoperta induce a prendere nuovamente in considerazione la situazione dell'Egitto durante il Terzo Periodo Intermedio.
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