domenica 8 febbraio 2015

Un vangelo di...oracoli

L'apertura del vangelo in copto (Foto: Harvard Art Museum -
Arthur M. Sackler Museum)
Dopo 1500 anni è stato decifrato un libro che contiene un "vangelo" precedentemente sconosciuto. L'antico manoscritto potrebbe essere stato utilizzato per fornire guida ed incoraggiamento alle persone in cerca di soluzione ai problemi del vivere quotidiano, secondo il ricercatore che ha studiato il testo.
Il vangelo è scritto in copto, un dialetto egizio e la ricercatrice Anne Marie Luijendijk, Professoressa di religione presso la Princeton University, è convinta dell'unicità di questo testo. "Quando ho iniziato a decifrare il manoscritto e mi sono imbattuta nel termine 'vangelo' nella riga di apertura, mi aspettavo di leggere un racconto sulla vita e la morte di Gesù come per i vangeli canonici presenti o una raccolta di detti simile al Vangelo di Tommaso", ha affermato la Dottoressa Luijendijk.
Quello che la ricercatrice ha scoperto sono una serie di 37 oracoli, scritti in modo molto vago, solo pochi dei quali menzionano Gesù. Il testo sarebbe stato utilizzato per la divinazione, secondo la Dottoressa Ljijendijk. Chi cercava risposte alle sue domande, poteva provare a trovarle in questo libro attraverso un procedimento casuale che lo portava a selezionare uno dei 37 oracoli. Ovviamente questi sono espressi in forma volutamente vaga.
Tutti gli oracoli rimandano a situazioni di difficoltà, sofferenza e violenza, anche se complessivamente prevale una visione  piuttosto positiva della realtà. Oggi si associa il termine vangelo alla figura del Cristo ma ciò non impedisce di pensare che, in passato, questa parola potesse riferirsi anche a libri di contenuto ben diverso da quello del messaggio cristiano.
Il rivestimento originale in pelle del vangelo
(Foto: Harvard Art Museum - Arthur M. Sackler Museum)
Il testo è di proprietà del Sackler Museum dell'Università di Harvard, al quale è stato donato, nel 1894, da Beatrice Kelekian in memoria del marito, Charles Dikran Keledian, il cui padre era stato un influente commerciante in contatto con antiquari copti. Non si hanno notizie in merito a come i Kelekian siano entrati in possesso del testo e dove lo abbiano reperito.
Forse, in passato, il libro potrebbe essere stato utilizzato da un indovino che risiedeva nel Santuario di San Colluthus, in Egitto, un sito meta di pellegrinaggi per ottenere la guarigione fisica. Nel santuario gli archeologi hanno trovato testi analoghi a questo scritto che confermano l'attività di divinazione che vi si svolgeva. Il santuario offriva, inoltre, ai suoi fedeli riti di incubazione per l'interpretazione dei sogni, bagni rituali, libri e biglietti contenenti divinazioni.
Caratteristica del libro è la sua dimensione molto piccola. Le pagine misura meno di 75 millimetri di altezza e 68,7 millimitre di larghezza. In sostanza il libro è grande quanto il palmo di una mano. Malgrado le dimensioni ridotte, la scrittura impressa sul libro è chiaramente leggibile e vergata in modo elegante.
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