domenica 3 maggio 2015

Mitla, il luogo del riposo

Il palazzo delle colonne (Grupo de las columnas) (Foto: Marco M. Vigato)
Uno dei siti più conosciuti nella Mesoamerica è quello di Mitla, nella valle di Oaxaca, in Messico. Si tratta di un sito molto ben conservato, con imponenti edifici in pietra e ricche tombe sotterranee. Mitla si trova ad un'altitudine di 1.480 metri e dista 38 chilometri dalla città di Oaxaca.
La città, che un tempo era un centro religioso di estrema importanza, venne fondata, secondo gli archeologi, tra il V e il II secolo a.C. e raggiunse i 10.000 abitanti agli inizi del periodo postclassico (IX-XII secolo d.C.). Di questo periodo sono visibili, oggi, quattro edifici monumentali: il Grupo de la Iglesia, il Grupo del Arroyo, il Grupo del Adobe e il Grupo de las columnas. Quest'ultimo è uno degli esempi più straordinari dell'arte precolombiana in Mesoamerica. Il nome di Mitla, in lingua zapoteca, era Lyobaa, che vuol dire "luogo di riposo" e la sua conservazione è dovuta anche al clima secco del luogo. La valle era abbastanza isolata, ma gli Zapotechi avevano frequenti contatti con altre popolazioni mesoamericane.
Uno degli ambienti interni del Grupo de las columnas
(Foto: Marco M. Vigato)
Il Grupo de las columnas è un palazzo che si sviluppa intorno ad un cortile centrale, accessibili per mezzo di una scalinata monumentale che conserva ancora l'originale colorazione in ocra rossa. Una grande anticamere, che dà accesso al cortile più interno, è attraversata da sei colonne in basalto che, molto probabilmente, un tempo sorreggevano una copertura in pietra. Un corridoio coperto da qui conduce al cortile centrale, sul quale affacciano quattro camere decorate a mosaico e, un tempo, ad affresco.
I mosaici di Mitla sono pannelli contenenti centinaia di listelli in pietra che formano motivi geometrici. Le poche tracce di colorazione rimandano echi del rosso e raffigurazioni di quelli che, forse, erano dei guerrieri.
I palazzi di Mitla erano le residenze dei sovrani e dei sacerdoti della città e celavano vasti complessi ipogei che fungevano da necropoli reali. Nella lingua azteca Mictlan, da cui è derivato il nome della città, era il regno dell'oltretomba. Gli archeologi hanno ritrovato molte tombe, al di sotto dei palazzi della città. Oggi una chiesa, edificata nel XVI secolo, sorge su un palazzo mixteco del quale è possibile apprezzare ancora tratti di mura coperti di pannelli a mosaico.
Una delle camere sotterranee del Grupo de las columnas
(Foto: Marco M. Vigato)
L'attuale chiesa dedicata a S. Francesco (1574) sorge su quella che, un tempo, era una piramide mixteca, poco scavata e molto deteriorata.
Quando gli Spagnoli arrivarono nella valle, poco dopo il 1520, i Mixtechi (che avevano sostituito gli Zapotechi intorno al 1000 d.C.) conoscevano un sistema di scrittura ed utilizzavano due sistemi di calendari ereditati dai predecessori Zapotechi. Mitla, all'arrivo degli Spagnoli, si estendeva su 1-2 chilometri quadrati e gli abitanti avevano posto a coltura intensiva un'area di circa 20 chilometri quadrati.
Uno dei primi a scrivere di Mitla fu il frate Toribio de Benavente Motolina (metà del XVI secolo). La distruzione della città avvenne per ordine dell'arcivescovo Albuquerque nel 1553. I resti di pietra furono utilizzati per edificare chiese come quella di San Pablo, sulla cima di alcune rovine.
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