domenica 12 luglio 2015

Lo scheletro di Noè...

Lo scheletro di Noè, ritrovato ad Ur, nell'attuale Iraq
(Foto: Ancient Origins)
Gli scienziati del Museo di Philadelphia hanno recentemente riscoperto un raro ed importante reperto "ospitato" nel deposito del Museo. Si tratta dello scheletro di un uomo vissuto 6500 anni fa, nell'antichissima città sumera di Ur. Lo scheletro è stato ribattezzato Noè ed è stato trovato all'interno di uno strato di limo profondo, a dimostrazione che è vissuto dopo una grande inondazione oppure che è sopravvissuto ad essa.
Lo scheletro appartiene ad un uomo di mezza età e di tutto quel che riguarda il suo ritrovamento poco rimane. Secondo alcune notizie, colui che scoprì per primo lo scheletro fu l'archeologo britannico Sir Leonard Wooleey, nel 1929-1930, durante gli scavi ad Ur, vicino all'odierna città di Nassirya, in Iraq.
Lo scheletro giaceva sotto un profondo strato di limo, sotto il cimitero cittadino dell'antichissima città, cimitero che risalirebbe al periodo di Ubaid (5500-4000 a.C.). Nello strato furono rinvenuti altri 48 resti umani, ma quello di Noè era l'unico scheletro in condizioni sufficientemente buone da poter essere rimosso. Quello di Noè è il solo scheletro completo recuperato in questa regione ed appartenente ad un'epoca così lontana.
Noè nacque dopo la grande inondazione che provocò la stratificazione del limo in cui venne trovato, oppure sopravvisse ad essa. Dunque è certo che una grande inondazione invase la terra di Ur in periodo ubaidico. Molti ritengono che è questa l'inondazione alla quale la Bibbia fa riferimento quando parla di "diluvio universale".
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