domenica 27 dicembre 2015

Castelli e...vecchi merletti: la ex Commenda di Malbork

La Porta d'Oro del castello di Malbork dove,
il 18 novembre 1330, venne assassinato il Gran
Maestro Werner von Olsen
Il castello dell'Ordine Teutonico che sorge a Malbork, in Polonia, aveva un tempo la fama di non essere mai stato conquistato. Le mura medioevali del castello hanno visto numerose battaglie e l'assassinio del Gran Maestro dell'Ordine Teutonico Werner von Orseln per mano di un cavaliere considerato folle, Johan von Endorf. Alcuni particolari di quest'omicidio, analizzati dagli esperti, hanno sollevato dubbi sulla colpevolezza e la follia di von Endorf.
Il castello di Malbork è la classica fortezza medioevale. Venne iniziato nel 1270 e completato nel 1406 ed è diventato il più grande castello in mattoni al mondo. Sorge sulla sponda orientale del fiume Nogat, accessibile, un tempo, alle navi mercantili e alle chiatte, era inizialmente un convento e venne trasformato in castello solo in un secondo momento. Dal 1994 è diventato un monumento storico della Polonia e patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, gestito dal National Heritage Board, ospita, al suo interno anche un museo. Dopo più di 600 anni resta il più grande castello al mondo per superficie. Nelle vicinanze della possente fortezza i Cavalieri Teutonici costruirono la città di Marienburg che i Polacchi, in seguito, rinominarono Malbork.
Il Gran Maestro Werner von Orseln proveniva dalla nobile famiglia dei conti di Falkenstein di Oberursel, vicino Francoforte sul Meno, in Assia. Secondo fonti storiche si unì ai Cavalieri Teutonici nel 1312 e ricoprì la carica di Komtur a Ordensburg, vicino ai confini dello Stato dell'Ordine in Polonia con il Granducato di Lituania.
Nel 1314 il Gran Maestro Karl von Trier nominò von Olsen Grand Komtur del Castello di Malbork. Durante un colpo di stato nella enclave dei Cavalieri Teutonici in Polonia, von Orseln, sostenne il Gran Maestro von Trier e venne mandato in esilio con lui. Tornò a Malbork nel 1319 con l'obiettivo di ripristinare la disciplina gerarchica all'interno dell'Ordine. Dopo la morte del Gran Maestro Karl von Trier, il Capitolo dell'Ordine Teutonico scelse von Orseln come Gran Maestro. Era il 6 luglio 1324.
All'indomani della sua elezione a Gran Maestro, von Orseln fu costretto ad avviare negoziati con il re
Il castello di Malbork visto dalla riva opposta del fiume Nogat
(Foto: Wikipedia)
Ladislao I di Polonia. I negoziati erano imperniati sul possesso delle terre di Pomerania, che i Cavalieri Teutonici avevano annesso alla loro enclave dopo l'acquisizione di Danzica nel 1308. I negoziati con la Polonia non produssero, però, alcun risultato soddisfacente, per cui i Cavalieri Teutonici si prepararono alla guerra con la Polonia.
Von Orseln venne assassinato al castello di Malbork proprio durante le operazioni belliche. Il suo assassino, il Cavaliere Teutonico Johan von Endorf, aveva commesso molti crimini in passato. I documenti storici lo ricordano con diversi nomi: Eindorf, Endorf, Gindorf, Dyngdorff, Biendorf, Grondorp, Grondorf e finanche Stille. Le sue origini sono poco chiare. Il 18 novembre 1330 Endorf era arrivato al castello di Malbork ed era riuscito ad ottenere un colloquio con il Gran Maestro von Orseln, colloquio che si svolse in privato. Endorf venne, poi, invitato a raggiungere le sue stanze private e per questo si lamentò con il comandante dell'Ordine a Klaipeda e chiese al Gran Maestro di avere assegnate altri appartamenti. Orseln accettò le richieste e gli ordinò di tornare alla Commenda. Quando la campana della cappella del castello suonò annunciando il vespro, von Orseln si recò nella chiesetta a pregare con grande disappunto di Endorf. Dopo le preghiere del vespro, von Orseln, all'uscita della cappella, venne circondato da diverse persone, Endorf uscì dal vicino portico, dove si era nascosto nell'ombra, e lo accoltellò più volte. Werner von Orseln morì un'ora dopo.
Sala interna del castello (Foto: Wikipedia)
Molte sono le ipotesi sulle cause e sullo svolgersi degli eventi di quel 18 novembre. Gli storici sostengono che vi sia un documento redatto, poco dopo l'omicidio, dai vescovi prussiani Rudolf di Pomerania, Henry di Warmia e John Samland, che hanno avuto accesso alle testimonianze di chi fu spettatore del tragico evento. Secondo questo documento Endorf aveva lasciato volontariamente il castello per recarsi a Klaipedia dopo una discussione on un Komtur locale. Un messaggero l'aveva, poi, raggiunto per convincerlo a tornare a Malbork, ma Endorf lo aveva minacciato con un coltello, per cui il messaggero tornò alla Commenda.
Secondo un documento pubblicato il 21 novembre 1330, appena tre giorni dopo l'omicidio di von Orseln, Endorf era stato dichiarato colpevole e si era detto che soffriva di una malattia mentale. Tuttavia una serie di fatti destarono e destano dubbi sulla reale malattia mentale di Endorf. Il primo dei fatti strani inerenti la morte di von Orseln e la colpevolezza di Endorf è che le informazioni in merito alle circostanze dell'omicidio vennero fornite dai vescovi prussiani e non dai cavalieri dell'Ordine Teutonico. Il documento venne redatto piuttosto in fretta ed altrettanto frettolosamente venne reso pubblico. Con la stessa velocità, von Orseln venne seppellito nella cattedrale di Marienwerder.
Per quel poco che si sa su Endorf, da fonti diverse da quelle "ufficiali", egli non era pazzo. Se fosse stato pazzo avrebbe ucciso von Orseln in un momento qualsiasi, attaccandolo all'improvviso, impulsivamente, magari durante il colloquio privato che ebbero al castello, o durante le preghiere. Inoltre se l'omicidio di von Orseln fosse stato commesso da un altro cavaliere dell'Ordine Teutonico, voleva dire che c'erano dei giochi di potere all'interno dell'Ordine che avrebbero portato, dopo la morte del Gran Maestro, all'elezione dell'uno o dell'altro. Ciò non accadde. Gli storici si sono chiesti se, in realtà, sia stato qualcun altro ad uccidere von Orseln.
Alcuni studiosi hanno affermato che a volere la morte del Gran Maestro siano stati i nobili di Polonia e Lituania, ma è anche possibile che egli sia stato ucciso da un abitante della Livonia (regione storica lungo le coste orientali del Mar Baltico) in obbedienza ad un ordine dell'Arcivescovo di Riga, nemico dell'Ordine.
La verità, forse, non verrà mai a galla. Comunque Endorf venne condannato al carcere a vita, anche se alcune fonti sostengono che restò in prigione per un tempo piuttosto breve.
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