venerdì 18 dicembre 2015

Cesare e il genocidio di Kessel: identificato il luogo

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi l'11 dicembre scorso al Museo Allard Pierson di Amsterdam, l'archeologo Nico Roymans ha annunciato una scoperta unica nel suo genere per l'archeologia olandese. Si tratta del luogo dove Giulio Cesare massacrò due tribù germaniche nel 55 a.C.
La posizione del luogo di questo epico sconto è stato descritto da Cesare in dettaglio nel IV libro del suo De Bello Gallico ed è rimasto sconosciuto finora. E' il primo scontro sul suolo olandese che si conosca. Le conclusioni a cui sono addivenuti gli archeologi sono il risultato di una combinazione di dati storici, archeologici e geochimici.
I ricercatori hanno raccolto resti scheletrici, spade ed altri importanti reperti che testimoniano la presenza di truppe romane in questa regione. Le tribù germaniche sterminate da Cesare erano quelle dei Tencterii e degli Usipeti, originari della zona ad est del Reno. Costoro avevano chiesto asilo a Cesare e quest'ultimo aveva respinto la loro richiesta, ordinando, nel contempo, alle sue truppe di eliminare le tribù. Durante la conferenza il Dottor Roymans ha mostrato ai giornalisti diversi reperti quali armi e resti scheletrici di alcuni dei partecipanti alla battaglia con i Romani.
Alcuni frammenti di spade della tarda Età del ferro da Kessel
(Foto: VU University of Amsterdam)
Si trattò di un vero e proprio genocidio. Cesare stesso, nel De Bello Gallico, annotò che erano stati uccisi tutti i componenti delle due tribù germaniche, compresi donne e bambini, in tutto circa 430.000 persone, anche se si tratta - con tutta probabilità - di un numero esagerato. La stima più realistica parla di un numero di morti oscillante tra i 150.000 e i 200.000 individui.
I dati storici hanno permesso di individuare il luogo del massacro in una località alla convergenza tra la Mosa e il Waal, vicino agli attuali insediamenti di Kessel e Heerewaarden. Durante le attività di drenaggio in un vecchio alveo della Mosa, nei pressi del villaggio di Kessel, tra il 1975 e il 1995, alcuni archeologi dilettanti hanno rinvenuto grandi quantità di metallo che indicavano la presenza di un campo di battaglia. Tra i reperti vi sono spade di ferro, punte di lancia, un casco, cinture e ganci che risalgono prevalentemente al I secolo a.C.
Materiale scheletrico della tarda Età del Ferro
(Foto: VU University of Amsterdam)
La datazione al radiocarbonio ha confermato che i resti scheletrici di Kessel effettivamente risalgono alla tarda Età del Ferro. Lo smalto dentale di tre individui ha restituito valori di stronzio che indicano che i tre individui non erano nativi della zona della Mosa, ma di un'altra regione. Questo conferma il racconto di Cesare, che indica nei Tencterii e negli Usipeti delle popolazioni migranti provenienti dalla regione ad est del Reno. Sulla base di questi dati e di altri raccolti nel corso degli anni, gli archeologi si sono convinti di aver trovato i resti del massacro di massa dei Tencterii e degli Usipeti descritto da Cesare. Sembra che i corpi delle vittime e le loro armi siano stati raccolti dopo il massacro e riposti in un vecchio alveo della Mosa. Alcune delle spade, poi, sono state deliberatamente piegate e questo potrebbe indicare che la collocazione dei resti dei defunti fosse accompagnata da alcuni rituali di sepoltura.
Sebbene Cesare non abbia chiaramente espresso l'intenzione di eliminare queste popolazioni germaniche, aveva la consapevolezza che le sue azioni avrebbero comportato la parziale distruzione di questi due gruppi etnici. 
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