giovedì 11 febbraio 2016

Migranti nella Roma degli imperatori

Il teschio di uno degli individui sepolti in una necropoli romana,
probabilmente proveniente da un altro luogo (Foto: K. Killgrove)
In una necropoli poco fuori Roma, sono stati analizzati gli scheletri di tre adulti e di un adolescente e si è scoperto, attraverso l'analisi dei denti, che si trattava di migranti che stavano andando verso la città. Tutti e quattro sono vissuti in un periodo compreso tra il I e il III secolo d.C. e sono sicuramente i primi individui che possono identificarsi come migranti durante l'età imperiale romana, quando Roma era una fiorente metropoli dove vivevano un milione di persone che si spostavano in continuazione.
I ricercatori hanno stimato che circa il 40 per cento della popolazione di Roma, in questo periodo, erano schiavi (alcuni nati nell'Urbe, altri acquistati all'indomani delle campagne militari) mentre il 5 per cento della popolazione era costituito da migranti che provenivano da fuori.
Le ricerche degli archeologi sono partite da due necropoli che si trovavano, all'epoca, fuori delle mura di Roma, nell'attuale quartiere di Casal Bertone, nella zona est della città, e nella zona dell'Europarco, a sud. Per scoprire le origini delle persone sepolte in queste necropoli, i ricercatori hanno analizzato gli isotopi contenuti nei loro denti, in particolare nei molari. Lo smalto dei molari, infatti, conserva parti infinitesimali di quello che le persone mangiavano e bevevano nei loro primi anni di vita. Sono, in pratica, una sorta di macchina del tempo.
Una combinazione di questi isotopi ha rivelato che due dei defunti, un uomo e un adolescente, erano sicuramente giunti a Roma da qualche altra parte dell'impero. Avevano livelli di isotopi di stronzio che indicano che la loro infanzia è trascorsa in un luogo dove le rocce sono piuttosto antiche, mentre l'Italia è, dal punto di vista geologico, piuttosto giovane. Si pensato che il luogo di origine potesse essere la zona alpina, anche se non se ne ha certezza assoluta.
L'adolescente, in particolare, sempre secondo i risultati forniti dall'analisi degli isotopi di stronzio, proveniva da un luogo dove abbondava la pietra calcarea o il basalto e dove il clima era caldo, probabilmente il nordafrica. Quattro altre persone (due di età compresa tra i 7 e i 12 anni, un maschio di età compresa tra gli 11 e i 15 anni ed una femmina di 16-20 anni) non erano nativi di Roma.
Per quale motivo queste persone siano state sepolte in necropoli romane non è ancora dato di sapere. Probabilmente si trattava di schiavi, oppure erano volontariamente migrati nell'Urbe in cerca di fortuna.
I ricercatori stanno ora lavorando in un'altra necropoli fuori Roma e prevedono di portare a compimento altri studi sugli isotopi e sul Dna. Comprendere le migrazioni può portare ad una comprensione più profonda dello sviluppo dell'Urbe, soprattutto per quanto riguarda la vita e la cultura della gente che l'abitava.
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