domenica 17 luglio 2016

Enheduanna, Grande Sacerdotessa di Inanna, donna e poetessa

Il disco di alabastro che riporta il nome di Enheduanna
(Foto: angelfire.com)
Il sito della città sumera di Ur è uno dei luoghi più affascinanti del mondo, situato nei pressi dei due grandi fiumi Tigri ed Eufrate. In questo contesto paradisiaco, una donna, la prima della storia, compose 42 inni dedicati ai templi di Sippar, Esnunna, Eridu. Il suo nome era Enheduanna e significa "alta sacerdotessa, ornamento del dio (o della dea)", vissuta nel 2285-2250 a.C. circa. Era figlia del famoso re Sargon e della regina Tashlultum.
Il nome di Enheduanna è stato scoperto su due grandi sigilli del periodo di Sargon. Entrambi i manufatti sono stati trovati nella necropoli reale di Ur. Ma il manufatto più importante legato ad Enheduanna è un bellissimo disco di alabastro. Il disco è stato rinvenuto ad Ur, nel Giparu che era, con tutta probabilità, la casa della poetessa. Il disco è stato datato al 2000-1800 a.C. ed è stato trovato vicino la statua di una sacerdotessa, probabilmente la stessa Enheduanna. L'iscrizione recita: "Enheduanna, sacerdotessa moglie del dio Nanna, oppure sacerdotessa di An (dio del cielo)". Il suo nome di nascita era semitico, poiché proveniva da Akkad, ma prese un nome ufficiale sumero: "En" (Sacerdote/Sacerdotessa), "Hedu" (ornamento), "Ana" (del cielo).
Le tavolette con gli inni di Enheduanna
(Foto: notablewomen.wordpress.com)
Sul disco Enheduanna è rappresentata nell'atto di celebrare una cerimonia religiosa in onore di Inanna. La sacerdotessa offre libagioni rituali alla dea ed è vestita con il tradizionale abbigliamento di Somma Sacerdotessa. Accanto a lei due servitori. Il retro del disco, simbolo di Nanna, il dio della luna al quale era consacrata la vita di Enheduanna, riporta una breve traccia biografica della sacerdotessa.
Enheduanna fu l'unica figlia femmina dei cinque figli di Sargon. Di sua madre Tashlutum non si sa molto. Era sicuramente la moglie legittima del sovrano e parlava la lingua accadica, mentre Enheduanna compose in sumerico. Raggiunta l'età adulta, la giovane principessa venne consacrata al dio della luna Nanna con delle nozze sacre che si svolsero nel tempio di Ur. Questa cerimonia fuse, in un sincretismo perfetto, l'Inanna sumerica con l'Ishtar semitica e inaugurò un ruolo che venne seguito dalle principesse accadiche centinaia di anni dopo la caduta dell'impero accadico.
Enheduanna organizzò e presiedette il complesso templare della città di Ur, il cuore stesso della città, e non abbandonò il padre neanche durante un tentativo di colpo di stato effettuato da un ribelle sumero di nome Lugal-Ane (identificato con Lugalzzaggisi), che la costrinse all'esilio. Uno dei compiti che aveva Enheduanna nella regione di Sumer era quello di mantenere la popolazione sotto controllo grazie alla religione di cui era una delle massime rappresentanti.
Enheduanna, particolare dal
disco di alabastro trovato ad Ur
(Foto: notablewomen.wordpress.com)
Questo episodio traumatico della sua vita venne riportato da Enheduanna, talvolta in termini oscuri, nel poema Ninmesarra. L'opera prende dapprincipio la forma di invocazione, affinché gli dei liberino la sacerdotessa dall'esilio e si conclude con l'invocazione ad Inanna e con il ritorno vittorioso della dea e della sua sacerdotessa nel santuario di Ur. Con la vittoria di Sargon sugli insorti, Lugalzzaggisi venne rinchiuso in una gabbia ed esposto sulle mura di Nippur dopo essere stato accecato e castrato.
Enheduanna crebbe alla corte di un re molto influente e potente. Sargon era un sovrano ma anche un capo dell'esercito molto importante, che condusse vittoriosamente diverse campagne militari. Quando il re ed il suo esercito erano impegnati in conflitti in terre difficili e lontane, Enheduanna scriveva poesie per allietare gli dei e le dee. Sperava, così, che le sue parole avrebbero toccato i cuori delle divinità affinché queste ultime sostenessero il padre Sargon. Quest'ultimo è considerato, oggi, uno dei più grandi sovrani sumeri.
Enheduanna continuò a scrivere poesie e a ricoprire il ruolo di sacerdotessa anche durante il regno del fratello Rimush. Proprio quest'ultimo ispirò la poetessa nello scrivere una delle sue poesie più famose, l' "Esaltazione di Inanna". Questo poema è diventato una sorta di capsula temporale che ha permesso di salvare l'affascinante culto della divinità femminile per le generazioni future.
Dopo la morte di Sargon Enheduanna dovette assistere alla morte di due dei suoi fratelli succeduti al padre e al terribile evento sismico che sconvolse tutta l'area della Mesopotamia, radendo al suolo il suo tempio. Questi eventi sono stati rintracciati nelle accorate poesie della sacerdotessa.
La "Casa della Luce" di Enheduanna, lo ziggurat di Ur, come doveva
essere e come appare ora (Foto: notablewomen.wordpress.com)
Un'altra delle sue composizioni più note composizioni, oltre al citato Inninmehusa (l' "Esaltazione di Inanna"), è Ninmesarra ("La Signora dal grande cuore") anche questo un inno alla dea Inanna che, molti secoli dopo, sarà identificata con la greca Afrodite. Il suo modo di scrivere è molto personale e diretto. Le sue composizioni fanno rivivere le principali divinità mesopotamiche e indicano dove si trovano i loro templi, ma sono soprattutto preghiere che emanano umanità, parlano di speranza e narrano dei timori della vita di ogni giorno. Enheduanna restò sacerdotessa per oltre quarant'anni.
Sargon ripose grande fiducia in sua figlia, affidandole il compito delicato di fondere le credenze religiose e le divinità dei Sumeri con quelle degli Accadici, in modo da dare la necessaria stabilità interna al suo regno. Le composizioni religiose di Enheduanna, attraverso i Babilonesi, hanno influenzato e ispirato le preghiere e i Salmi della Bibbia ebraica e gli inni omerici della Grecia. In queste composizioni, seppure debole, sopravvivono gli echi dell'arte di questa donna straordinaria.
E' difficile stabilire quali siano le opere che si ritengono ispirate da Enheduanna e quali siano, al di là delle opere citata, quelle scritte da lei. Molte composizioni sono datate a centinaia di anni dopo la sua morte. Probabilmente Enheduanna usava esibirsi e recitare le sue poesie durante i rituali sacri. Non si tratta di una figura leggendaria: Enheduanna è realmente esistita e la sua esistenza è stata confermata dai suoi scritti, anche se non si conoscono le vicende della sua vita e quando sia morta. Al giorno d'oggi il suo nome sembra essere stato dimenticato. Non si sono avute più scoperte legate alla sua storia, dopo il ritrovamento del disco di alabastro, scoperto dall'archeologo inglese Sir Leonard Woolley nel 1928. Resta il fatto che Enheduanna è una delle rare poetesse che, accanto alla greca Saffo, ha avuto un grande impatto sulla cultura e la poesia di tutti i tempi. Dopo più di 4000 anni Enheduanna è ancora fonte di ispirazione per scrittori contemporanei che compongono poesie rifacendosi al suo stile.

Fonti:
ancient.eu
cddc.vt.edu/feminism/Enheduanna.html
ancient-origins.net
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