martedì 16 agosto 2016

La dimenticata Grotta dei Santi

Particolare delle raffigurazioni dei santi nella Grotta dei Santi
(Foto: vesuviolive.it)
Al confine tra Lazio e Campania sorge Cales, antico villaggio fondato dagli Ausoni-Aurunci in epoca preromana. Nota per il suo artigianato e per la produzione di ceramiche a vernice nera, esportata soprattutto in Spagna, fu la prima colonia romana in Campania. Nel III secolo a.C. possedeva già una propria moneta, il caleno, e aveva il compito di vigilare sui porti della Campania e della Magna Grecia.
Non lontana da questa meraviglia dell'antichità, a Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta, alla destra del Rio dei Lanzi, è situata la cosiddetta Grotta dei Santi, una struttura di epoca preromana profonda circa venti metri. E' una galleria scavata nel tufo, poi intonacato e affrescato, formata da due ambienti. Il primo, alto più di due metri, ha una forma trapezoidale e le pareti inclinate verso l'interno. In fondo vi è una piccola abside semicircolare con alle spalle un affresco che raffigura Cristo accompagnato da due angeli e dai santi Pietro e Paolo. Lungo le pareti si possono osservare numerosi affreschi votivi risalenti al X e XI secolo raffiguranti diversi santi come Clemente, Giovanni Battista, Barbara, Simone, Massimo, Pietro, Stefano e Lucia.
Il secondo ambiente è ricco di rappresentazioni di diversi santi, delle quali oggi è rimasto ben poco. I santi sono tutti rappresentati con una stessa fisicità: hanno gli occhi sferici con sopracciglia unite e un labbro inferiore molto pronunciato. Questo luogo ha avuto diverse funzioni. Probabilmente all'inizio fu costruito per scopi difensivi dato che era in prossimità dell'ambita Cales, solo successivamente fu utilizzato come luogo di preghiere, dove trovavano ristoro soprattutto gli eremiti.
 
Fonte:
vesuviolive.it

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