lunedì 27 febbraio 2017

Belize, una placca di giada e un antico sovrano

La placca in giada con 30 geroglifici inscritti scoperta in Belize
(Foto: University of San Diego, California)
Un gruppo di archeologi ha scoperto, in Belize, una grande giada intagliata che, un tempo, è appartenuta ad un sovrano Maya. Sulla giada vi è inciso un testo che identifica il primo proprietario. L'oggetto è scolpito a forma di T, che, secondo gli archeologi, significa "vento e respiro". Si pensa che venisse portato sul petto dal sovrano durante le cerimonie. Con il pettorale è stato ritrovato un vaso con imboccatura a becco che rappresenta il dio maya del vento.
Il pettorale di giada è stato scoperto nel 2015 nel sud del Belize, a Nim Li Punit ed ha un grande valore archeologico al punto da essere considerato il secondo più grande manufatto maya in giada trovato a tutt'oggi nel Paese. Già la precisione e la finezza dell'intaglio è considerata dai ricercatori un'eccezionalità. Inoltre la giada di Nim Li Punit è l'unico gioiello conosciuto con inciso un testo storico contenente ben 30 geroglifici i quali menzionano il suo proprietario originario.
I ricercatori pensano che il gioiello di giada sia stato forgiato per una persona diversa dal re Janaab 'Ohl K'inich, nel cui sepolcro è stato trovato ed i geroglifici incisi sul manufatto enunciano le parentele del sovrano e sono stati fatti risalire al 647 d.C.. Inoltre sembra che vi possa essere un collegamento con la città di Caracol, nel moderno Belize. Gli archeologi pensano che la famiglia reale alla quale apparteneva Janaab 'Ohl K'inich sia arrivata a Nim Li Punit dove ha dato vita ad una nuova dinastia. Il testo del pettorale di giada, del resto, non è stato ancora completamente decifrato.
Gli archeologi hanno trovato il pettorale durante lo scavo di un palazzo costruito intorno al 400 d.C.. In una imponente sepoltura, risalente all'800 d.C., sono stati rinvenuti 25 vasi in ceramica, una pietra lavorata a forma di divinità e il pettorale di giada, appunto. All'infuori di alcuni denti, l'interno della sepoltura non conteneva resti umani.
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