martedì 14 marzo 2017

Dinosauri d'Abruzzo...

Il lancio del drone che ha permesso lo studio delle orme di dinosauro
(Foto: Ingv)
Scoperte per la prima volta in Abruzzo impronte di dinosauro databili tra i 125 e i 113 milioni di anni. La maggior parte di queste impronte fu impressa da uno o più teropodi, dinosauri bipedi prevalentemente carnivori, che, camminando, affondavano nel fango, molto probabilmente per la debole consistenza del terreno. Altre orme, invece, conservate al centro della superficie calcarea, sono state lasciate da un teropode accucciato. E per studiare il ritrovamento gli scienziati hanno usato i droni ed una tecnica usata per la prima volta sul set del film "Jurassik Park" del 1993.
La scoperta è stata realizzata da un gruppo di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e le impronte sono state studiate dai ricercatori dell'Ingv assieme ad un team di icnologi dell'Università La Sapienza di Roma. La scoperta arricchisce il panorama delle impronte di dinosauro presenti nel nostro paese, fornendo informazioni sugli animali che passeggiarono sulle spiagge italiane del Cretaceo e sui loro comportamenti.
Dinosauro teropode (Foto: Museo Paleontologico dei Dinosauri)
"Le impronte - spiega il ricercatore dell'Ingv Fabio Speranza - sono osservabili su una superficie calcarea, quasi verticale, situata ad oltre 1.900 metri di quota sul Monte Cagno. La superficie a orme è raggiungibile, solo in assenza di neve e, quindi, essenzialmente nei mesi estivi e autunnali, dopo un'escursione di circa due ore, partendo dal paese di Rocca di Cambio in provincia de L'Aquila. Tra queste è stata rinvenuta anche una traccia di ben 135 cm di lunghezza che costituisce la testimonianza del più grande dinosauro bipede che sia mai stato documentato in Italia fino ad oggi. Le impronte, scoperte casualmente nell'estate del 2006 - prosegue Speranza - si trovavano su una superficie calcarea di età Cretaceo inferiore e facevano pensare a impronte di dinosauri. Ma solo nell'estate del 2015, grazie agli sviluppi tecnologici e alla collaborazione con esperti di impronte dell'Università La Sapienza, è stato possibile dare un nuovo impulso alle ricerche. Un drone, in grado di trasportare una macchina fotografica digitale e l'uso dell'innovativa tecnica della fotogrammetria digitale, hanno consentito di ricostruire un modello tridimensionale accurato a partire da semplici immagini fotografiche".
Grazie a questa tecnica, che ha avuto origine in ambiente cinematografico per il film "Jurassik Park" del 1993, è stato possibile lo studio in dettaglio delle impronte della parete subverticale, riportandole in ambiente virtuale facilmente analizzabile al computer. Per una datazione più precisa, sono stati prelevati campioni delle impronte e degli strati immediatamente soprastanti e sottostanti.
"Contrariamente a quanto ritenuto in passato - evidenzia Paolo Citton dell'Università La Sapienza di Roma - le orme testimoniano scenari di ripetute migrazioni di dinosauri dal continente Gondwana, che riuniva Africa, Sud America, Antartide, India e Australia, alle piattaforme carbonatiche dell'area mediterranea, un ambiente simile alle Bahamas di oggi. Questi passaggi erano resi possibili da variazioni del livello marino, processi a scala globale che hanno luogo in tempi molto lunghi sul nostro pianeta", aggiunge Citton.

Fonte:
Adnkronos.com
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