venerdì 24 novembre 2017

I "guardiani" dei rotoli di Qumran

Resti di anfore e papiri in una delle grotte di Qumran
(Foto: repubblica.it)
Chi erano quei 33 uomini? Sono stati loro a scrivere i famosi Rotoli del Mar Morto, o forse erano soltanto i protettori degli antichi manoscritti? Una serie di interrogativi, al quale gli esperti stanno cercando di dare una risposta, è nata dopo l'annuncio del completamento delle analisi fatte su più di trenta scheletri scoperti nel deserto della Giudea, nei pressi di Qumran nel 2016 e su cui ora sono stati completati gli esami.
Gli scheletri provengono dalla zona che ospita le grotte dove furono ritrovati i famosi Rotoli del Mar Morto, composti da 900 documenti fra cui testi della Bibbia ebraica e trovati 60 anni fa in undici caverne vicino alle rovine dell'antico insediamento di Khirbet Qumran. Sul valore e la creazione dei testi rimangono decine di interrogativi aperti che ora gli archeologi e storici proveranno a colmare attraverso l'analisi degli ultimi ritrovamenti: si tratta di scheletri e resti di ossa di decine di uomini, probabilmente tutti celibi e appartenenti a una "casta", sepolti appunto nella zona di Qumran.
Un team internazionale di ricercatori, con il supporto dell'Autorità israeliana per le antichità, ha eseguito analisi al radiocarbonio sulle ossa e stimato che quegli uomini fossero di 2200 fa, il che si allinea con il periodo in cui si pensa che le pergamene siano state scritte, tra il 150 a.C. e il 70 d.C.. Per questo motivo gli studiosi avanzano l'ipotesi, come ha spiegato Yossi Nagar, antropologa dell'Autorità israeliana, che quelle persone fossero "o i guardiani dei rotoli o coloro che li hanno scritti".
La domanda su chi ha realizzato i rotoli da tempo è strettamente collegata a quella su chi fossero esattamente gli abitanti di Qumran. Una teoria è quella che l'area di Qumran allora era popolata da una setta ebraica, quella degli Esseni, che conduceva una vita eremitica, dedita al celibato. Altre teorie parlano di popolazioni beduine o addirittura di soldati romani. Per Nagar è difficile confermare "che gli scheletri appartenessero agli Esseni, ma è probabile che fossero di uomini celibi".
Dalle analisi delle dimensioni e della forma pelvica risulta, infatti, che i resti appartenevano tutti a persone di sesso maschile, ma saranno necessari ulteriori esami, - in particolare su tre scheletri di cui restano solo poche parti - per confermare che non ci siano anche resti di donne o bambini. "Quello che pensiamo - aggiunte Nagar - è che al momento della loro morte avevano un'età compresa tra i 20 e i 50 anni. Adesso, con l'aiuto di vari esperti, speriamo davvero di riuscire a capire chi fossero e quale fosse il loro collegamento con i rotoli".

Fonte:
repubblica.it
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