sabato 4 novembre 2017

La piramide di Cheope e i suoi segreti: ultime scoperte

La sezione della piramide di Cheope con la posizione della camera vuota
(ScanPyramids Hidden) - ricostruzione su focus.it
Una stanza segreta ben nascosta all'interno della piramide di Cheope, la più grande e antica delle tre piramidi della piana di Giza, vicino al Cairo è l'incredibile scoperta annunciata sulla rivista scientifica "Nature" dal team di ricercatori del progetto internazionale ScanPyramids. Si tratta, secondo gli scienziati, di una cavità lunga almeno 30 metri posta al di sopra della Grande Galleria.
Sono state utilizzate tecniche particolari non invasive per non rischiare di danneggiare in qualche modo il capolavoro dell'architettura antica. Il metodo è basato sulla fisica delle particelle. La tecnica si chiama muografia e permette di interpretare il cammino delle particelle subatomiche, chiamate "muoni" prodotte dall'interazione dei raggi cosmici provenienti dallo spazio con l'atmosfera terrestre. Come spiegano gli scienziati, queste particelle seguono diverse traiettorie a seconda che si spostino nell'aria oppure attraversino le pietre. E quindi in questo modo si rivela la presenza di spazi vuoti.
(Foto: lastampa.it)
Nella piramide di Cheope era già stata rilevata un'anomalia che aveva portato alla scoperta, nell'ottobre dell'anno scorso, di un corridoio localizzato vicino alla parete nord. Ora un'altra vibrazione anomala delle particelle individuata a marzo, ha permesso di rivelare questa nuova stanza segreta che è simile, come dimensioni, alla Grande Galleria e, secondo i rilevi condotti fino ad oggi, potrebbe essere composta da una o più strutture e potrebbe avere uno sviluppo orizzontale o leggermente inclinato. Resta ancora misteriosa, però, la sua funzione. La stanza è lunga almeno 30 metri ed è stata chiamata "il Grande Vuoto" dagli archeologi guidati da Mehdi Tayoubi, dell'Hip Institute di Parigi e da Kunihiro Morishima, dell'Università di Nagoya, in Giappone.
La piramide di Cheope è la più misteriosa delle tre piramidi della piana di Giza. Da sempre ci si chiede se, oltre ai passaggi e alle camere note agli archeologi, ve ne siano altre. Il presidente dell'Heritage Preservation Innovation Institute di Parigi ha affermato che "una delle due cavità è così grande che non può essere un errore di costruzione". La piramide di Cheope è stata realizzata con 2.300.000 blocchi di pietra, è alta 140 metri e larga 230.
Ricostruzione: lastampa.it
Oggi, accanto agli archeologi lavorano anche i fisici, che studiano le tracce dei raggi cosmici, ossia le particelle subatomiche che arrivano dallo spazio. Un approccio analogo a quello attualmente applicato alla piramide di Cheope fu utilizzato, negli anni '60, per la piramide di Chefren, ma senza risultati. Nel 2015 il fisico Kunihiro Morishima ha piazzato un primo rilevatore di muoni nella Camera della Regina e scienziati giapponesi e francesi ne hanno collocati altri due, uno dei quali all'esterno della piramide.
In merito al nuovo, eclatante, ritrovamento, Mark Lehner, direttore dell'Ancient Egypt Reserch Associates di Boston ritiene che "dal momento che è impossibile arrivarci, è improbabile che si tratti di una camera di sepoltura: non è il luogo dove gli Egizi avrebbero potuto mettere un corpo". Forse, allora, quella cavità ha un significato simbolico, potrebbe essere il luogo del passaggio verso l'oltretomba, oppure anche solo una "soluzione ingegneristica" per alleggerire il peso dei blocchi di pietra che si trovano sopra la Grande Galleria, al fine di prevenire un collasso.
Mehdi Tayoubi ritiene che possa trattarsi di una seconda Grande Galleria, della quale, però, non si comprende lo scopo, a meno che non porti a una nuova camera sepolcrale. Ma questa ipotesi è scartata dall'egittologo britannnico Aidan Doson: "Le probabilità di trovare una tomba sono pari a zero", ha subito commentato.
La Grande Piramide venne costruita nel corso della IV Dinastia dal faraone Cheope (Kufu), che regnò tra il 2509 e il 2483 a.C.. E' il più grande dei monumenti della piana di Giza. Finora si conosceva l'esistenza di tre camere: quella sotterranea, la camera della Regina e la camera del Re. Le stanze sono tutte orientate nord-sud, una sopra all'altra, e collegate da corridoi, il più lungo dei quali (la Grande Galleria) è lungo 47 metri.
Nell'Ottocendo e nel '900 archeologi come Flinders Petrie, Giovanni Battista Caviglia e Richard Vyse ne hanno studiato a lungo i corridoi e le stanze, senza arrivare a dare una spiegazione dei molti misteri nei quali si imbatterono: la mancanza di qualunque geroglifico, il sarcofago privo di un cadavere e di un nome, la Camera della Regina completamente vuota, i canali che comunicano con l'esterno, il pozzo scavato in modo irregolare che conduce a una grotta sotterranea. E poi la Grande Galleria, un capolavoro di architettura del quale ancora oggi non si conosce lo scopo e di cui è stata ora forse trovata una copia segreta.

Fonti:
corriere.it
focus.it
repubblica.it/scienze
lastampa.it
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