sabato 31 marzo 2018

Il più antico tappeto del mondo, il tappeto di Pazyryk

Il tappeto di Pazyryk
Il tappeto di Pazyryk è il più antico esempio conosciuto di tappetto scoperto finora. E' in uno stato di conservazione ottimale ed è stato trovato all'interno di una tomba reale nella valle della Siberia, Pazyryk, da cui ha preso il nome. E' stato datato al V secolo d.C.
La cultura Pazyryk è vissuta sui monti Altai, in Siberia, a sud dell'attuale città di Novosibirsk. Erano nomadi guerrieri, esperti cavallerizzi ed avevano rapporti commerciale intensi con la Cina, l'India e la Persia. Gran parte della loro cultura è stata scoperta e studiata grazie al ritrovamento di sepolture nella valle di Pazyryk. All'interno  delle tombe sono state trovati resti umani mummificati che hanno rivelato dettagliati tatuaggi e tesori di inestimabile valore quali: feltro, seta cinese, mobili in legno, conservati per millenni grazie all'acqua che, filtrata nelle sepolture, si è trasformata in ghiaccio congelandole nel tempo. L'analisi dei resti umani rinvenuti nelle sepolture della valle di Pazyryk ha rivelato che questa gente conosceva la chirurgia cranica.
Tappeto di Pazyryk, dettaglio
Si pensa che i tappeti siano stati prodotti, per la prima volta, in Asia orientale nel corso del II millennio a.C., anche se l'addomesticamento delle pecore risalirebbe a ben prima di questa data. Dal momento che la lana, fibra naturale  composta di proteine animali quali la cheratina, è spesso fonte di nutrimento per microbi e insetti, molti degli oggetti in lana, tra i quali i tappeti, sono pervenuti a noi in pessime condizioni.
I tappeti adornavano gli ambienti di corte di Ciro il Grande, fondatore dell'impero Achemenide intorno alla metà del VI secolo a.C.. Alcuni studiosi pensano, però, che i tappeti siano stati introdotti in Persia più tardi, dopo la conquista di Babilonia nel 539 a.C.
L'esempio più antico di tappeto, quello che attualmente è oggetto di studio, è stato rinvenuto lontano dalla zona posta sotto l'influenza dell'impero persiano, nel nordest, nel territorio degli Sciti. La valle di Pazyryk è nota anche per aver restituito tombe scite dell'Età del Ferro. Il tappeto attualmente recuperato è stato scoperto nel 1949 da Sergei Rudenko, un archeologo russo. Il tumulo nel quale è stato ritrovato era stato saccheggiato in passato. I tombaroli vi avevano asportato tutti gli oggetti preziosi ed avevano lasciato quelli considerati meno preziosi. L'acqua, infiltratasi nella sepoltura, ha coperto il tappeto e durante l'inverno, congelandosi, ha formato una sorta di strato protettivo che ha permesso al reperto di conservarsi fino ai giorni nostri. I colori che animano il tappetto sono stati ricavati dalle piante e dagli insetti e sono tuttora apprezzabili nella loro vivacità.
I ricercatori hanno scoperto che il tappeto è stato tessuto utilizzato una tecnica conosciuta come il doppio nodo simmetrico o nodo turco. Vi sono circa 1.250.000 nodi nel tappeto. Purtroppo ancora non si è in grado di capire da dove provenisse il materiale di cui è fatto il prezioso reperto: alcuni studiosi pensano che provenga dalla Persia, altri ritengono che sia originario dell'Asia centrale, dove la cultura scita e persiana sono entrate in contatto. Un'altra ipotesi è che gli Sciti stessi abbiano creato questo tappeto basandosi su un prototipo persiano.
La parte centrale del tappeto è composta da 24 quadrati all'interno dei quali vi è una figura a forma di croce composta da quattro germogli di loto stilizzati. Tutt'intorno è una cornice di grifoni seguita da un'altra cornice formata da daini. Nella cornice più esterna sono raffigurati uomini a cavallo e a piedi.

Fonte:
ancient-origins.net
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