sabato 31 marzo 2018

Sydney, sorpresa nel sarcofago vuoto...

I piedi della mummia di Mer-Neith-it-es'
(Foto: Natalia Morawski, ABC News)
Quando gli archeologi hanno sollevato il coperchio di un sarcofago egizio conservato da 150 anni nell'Università di Sydney, hanno avuto un'enorme sorpresa. Un sarcofago ritenuto privo del suo proprietario è stato trovato, invece, "abitato" da una mummia o, perlomeno, dai resti di questa.
I geroglifici sul sarcofago indicano che si tratta della mummia di una sacerdotessa di nome Mer-Neith-it-es', ma è noto che spesso i sarcofagi possono contenere mummie diverse da quelle alle quali erano destinati. I ricercatori hanno, pertanto, analizzato il sarcofago e il suo contenuto con il laser a scansioni ed hanno effettuato un'accurata tac dei resti. Questi ultimi sono risultati essere quelli di un individuo adulto di oltre 30 anni di età. Piedi e caviglie erano intatte e gli studiosi sperano di individuare anche le unghie, importantissime per la datazione al radiocarbonio.
Particolare del sarcofago della sacerdotessa Mer-Neith-it-es'
(Foto: Nicholson Museum, Sydney University)
Durante l'esame è stata anche scoperta la resina con la quale è stato riempito il cranio della mummia dopo l'asportazione del cervello. Ci vorranno mesi, se non anni, per completare le indagini; nel frattempo il sarcofago di Mer-Neith-it-es', insieme ad altri di proprietà del Museo di Nicholson, sarà esposta in un nuovo museo unitamente alle indagini fin qui completate dal team di ricercatori.
Il sarcofago venne acquistato da Sir Charles Nicholson, politico ed esploratore cui si deve la fondazione dell'omonimo museo, nel 1857 o nel 1858, in un mercatino delle antichità in Egitto. Quando il facoltoso avventuriero morì, lasciò tutta la sua collezione all'Università di Sydney. Della collezione faceva parte anche il "sarcofago vuoto". Un documento associato al reperto indicava che, all'interno del sarcofago, non vi fosse nulla e così per 150 anni il reperto è stato relegato in una parete secondaria dell'esposizione.
Nell'estate del 2017 gli studiosi, guidati dall'archeologo Jamie Fraser, hanno deciso di aprirlo, pensando di trovarvi solo qualche piccolo frammento osseo e detriti, come spesso avviene con i sarcofagi depredati dai ladri di tombe. La scansione preventiva all'apertura ha, però, rivelato, con grande stupore degli scienziati, l'esistenza di due caviglie ben conservate e altre ossa, bende, piccoli pezzi di resina e una rete di perline che molto probabilmente era adagiata sul corpo della mummia.

Fonti:
abc.net.au
scienze.fanpage.it
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