domenica 5 agosto 2018

Calabria, trovata una domus romana

Calabria, particolare dell'area residenziale della domus di Bisignano
(Foto: SABAP Cs-Cz-Kr)
La valle del Crati, in provincia di Cosenza, è stata da sempre un crocevia di popoli provenienti dal mar Jonio e dal Tirreno. La storia qui è iniziata già nell'Età del Bronzo ed è ancora quasi sconosciuta e inesplorata. A Bisignano, in località Squarcio, nei pressi del fiume Crati, sono riemersi i resti di una domus romana.
La villa presenta tracce di frequentazione a partire dall'età repubblicana fino a quella imperiale (II secolo a.C. - II secolo d.C.). Finora è stato possibile riconoscere quattro ambienti pertinenti al settore residenziale, con pareti dipinte in rosso pompeiano. Sono state rilevate anche strutture relative ad un settore produttivo, tra le quali un vano pavimentato in opus spicatum, destinato probabilmente alla lavorazione delle olive, come si può dedurre dai resti di un torchio.
I materiali sinora ritrovati fanno pensare alla presenza di ulteriori ambienti produttivi. Si tratta di macine in pietra lavica per la lavorazione dei cereali e resti di ceramica ipercotta. Ma la domus era sicuramente dotata di ambienti residenziali di pregio, visto il ritrovamento di laterizi per suspensurae, utilizzati nella costruzione di ambienti termali o altri ambienti che necessitavano di un riscaldamento.
Sono stati rinvenuti anche una pisside in ceramica a vernice nera, risalente al II-I secolo a.C., un orlo di coppa in terra sigillata italica (I secolo a.C.), frammenti di ceramica a pareti sottili (I secolo d.C.) prodotta in area vesuviana e ceramica in terra sigillata proveniente dal nord Africa (II-III secolo d.C.).
Negli anni di massimo splendore dell'impero romano, da Bisignano passava l'importante via Annia Popilia. La zona dove sono stati effettuati i recenti ritrovamenti dista pochi chilometri dal noto Cozzo Rotondo, la collina dalla forma anomala che si dice sia la tomba del re Alarico e che contenga il suo inestimabile tesoro. Cozzo Rotondo è il più grande tumulo tra quelli rinvenuti in Italia.

Fonti:
famedisud.it
corrieredellacalabria.it

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