sabato 15 giugno 2019

Orme degli antenati in nord Italia

Grotta della Bàsura, le impronte del gruppo umano che vi penetrò nel
Paleolitico superiore (Foto: Isabella Salvador)
Circa 14000 anni fa, un gruppo di persone, a piedi nudi, due adulti e tre bambini, sono avanzati strisciando attraverso un buio corridoio in una grotta. Recentemente gli studiosi hanno esaminato le loro impronte. Per illuminare il percorso, questo gruppetto primitivo ha, probabilmente, bruciato fasci di pino che gli archeologi hanno rinvenuto nella grotta, conosciuta con il nome di Bàsura, che si trova nel nord Italia.
Il soffitto di questa grotta è così basso che questi antichissimi esploratori furono costretti letteralmente a strisciare, lasciandosi alle spalle la prima prova mai lasciata di uno spostamento di tal genere, vale a dire le impronte di persone che procedevano accovacciate.
Della presenza umana all'interno della Grotta della Bàsura si sapeva fin dal 1950, ma le nuove analisi con strumentazione all'avanguardia, tra cui il laser, hanno permesso di riprodurre e modellare le impronte di questi nostri antenati in 3D. Le orme "parlano" della presenza di cinque persone nella grotta, durante il Paleolitico superiore. Si tratta di tre bambini e di due adulti che procedevano a piedi scalzi e, probabilmente, senza avere indosso vestiti (almeno che non abbiano lasciato tracce nella grotta).
I ricercatori hanno trovato ben 180 orme nella Grotta della Bàsura, tutte
risalenti a 14000 anni fa (Foto: Marco Avanzini)
Il gruppetto è avanzato per almeno 150 metri arrivando a quello che è stato chiamato "il corridoio delle impronte", procedendo, da questo punto in poi, in fila indiana con il bambino più piccolo in coda al gruppo. I cinque individui hanno camminato molto vicini alla parete della grotta, un modo di procedere molto simile a quello utilizzato dagli animali quando si spostano in ambienti scarsamente illuminati e sconosciuti.
Poco dopo aver imboccato "il corridoio delle impronte", il percorso si è fatto più difficile, dal momento che il soffitto della grotta si è abbassato fino a raggiungere gli 80 centimetri dal suolo, costringendo questi antichissimi esploratori a procedere mettendo le mani e le ginocchia sul substrato di argilla che funge da pavimentazione del corridoio.
Grotta della Bàsura, sala del laghetto
(Foto: Wikipedia)
Il gruppetto ha sfiorato, poi, delle stalagmiti, e, attraversato un piccolo stagno, è salito su un piccolo pendio oltre il cosiddetto "cimitero degli orsi" giungendo alla "sala dei misteri" dove si è fermato. Qui i tre bambini (tra loro sembra esserci stato un adolescente) hanno iniziato a raccogliere argilla dal terreno per spalmarla su una stalagmite. Le torce utilizzate dal gruppo hanno lasciato numerose tracce di carbone sulle pareti. Al termine di questa operazione il gruppetto ha lasciato la cavità.
Questo studio dimostra che anche i bambini molto piccoli erano membri attivi delle popolazioni del Paleolitico superiore. La Grotta della Bàsura, che si trova nella provincia di Savona, è nota dal secolo scorso per le esplorazioni dello studioso don Nicolò Morelli, canonico di Pietra Ligure, sebbene fosse conosciuta fin dalla fine dell'Ottocento e scavata già nel 1889 dallo stesso canonico. E' composta da una serie di sale interne che seguono un percorso di circa 450 metri. Qui trovò rifugio l'orso delle caverne, la cui presenza è stata attestata dal ritrovamento di numerosi resti ossei nonché da impronte di zampe sul suolo e dalle tracce di unghie alle pareti.
Le ricerche, iniziate già dal 1960, sono state riprese nel 2014 con una revisione completa delle emergenze umane ed animali. Ad occuparsene un gruppo di ricercatori delle Università di Genova e di Pisa, unitamente a studiosi del Museo Archeologico del Finale.

Fonti:
livescience.com
toiranogrotte.it

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