martedì 24 aprile 2012

Un'importante scoperta in Molise

Le mura scoperte in Molise
Una nuova scoperta nell'Alto Sannio e nella Val di Sangro, territorio al confine tra Abruzzo e Molise. A renderlo noto è l'Associazione per la Valorizzazione dell'Ambiente e del Territorio che ha sede in provincia di Chieti. E proprio nel territorio di Chieti sono stati ritrovati dei reperti relativi a sepolture ritenute essere arcaiche, di epoca sannita e, se così fosse provato dagli archeologi e dai ricercatori, sarebbero di grandissimo interesse storico.
Sono state ritrovate mura di diversa grandezza, pertinenti fortificazioni, terrazzamenti, sepolture ed altre costruzioni non ancora identificate con certezza. Queste mura si trovano nella parte orientale della collina di Montalto, non distanti dalla cittadina di Borrello. Una prima analisi sembra confermare la loro origine sannitica, avvalorata dal fatto che proprio in questo territorio gravitavano, secoli fa, i Sanniti Pentri e i Sanniti Carricini.
Ricostruzione ipotetica di uno degli edifici
Le ipotesi che si vanno facendo sono quelle che si tratti di un antico abitato e di una necropoli principesca le cui sepolture mostrano numerose analogie con quelle etrusche. Se l'identificazione dei resti con quelli di un antico abitato fosse comprovata, la scoperta, davvero eccezionale, confermerebbe l'importanza di tutto il territorio compreso tra l'alto Sangro e il fiume Trigno in epoca pre-romana. Qui, infatti, ci sono gli insediamenti di Alfedena, Pietrabbondante, Schiavi d'Abruzzo, Capracotta, Quadri e molti altri, oltre alla più singolare concentrazione di cinte murarie del V-IV secolo a.C.. Quest'area fungeva, all'epoca, da cerniera tra l'Appennino centrale e quello meridionale ed era attraversata da quattro sentieri di transumanza dai quali vennero ricavati i Tratturi Regi degli Aragonesi.
I Tratturi furono "ufficializzati" nel tardo medioevo, da Alfonso I d'Aragona che, nel 1447, istituì la "Regia dogana della mena delle pecore", che doveva regolamentare la riscossione dei proventi derivati dal passaggio e dal pascolo dei pastori le cui greggi svernavano in Puglia. All'epoca aragonese - 1574 circa - risalgono le prime pose in opera di termini lapidei per la demarcazione del confine con i privati e del percorso dei tratturi. Nel periodo di massimo splendore i Tratturi Regi erano larghi 111 metri e lunghi più di 200 chilometri e collegavano le pianure Pugliesi ai pascoli montani dell'Abruzzo attraverso la Campania e il Molise.
In località Le Guastre sono stati rinvenuti i resti delle mura poligonali dell'abitato che fungevano da mura difensive della fortezza sannita. Nelle campagne di Capracotta, nel 1848, venne alla luce la cosiddetta Tavola di Agnone, una tavola bronzea recante un'iscrizione sacra in lingua osca, risalente alla metà del III secolo a.C., oggi conservata al British Museum.
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