giovedì 18 ottobre 2012

L'agorà di Paphos

La trincea di scavo nell'agorà di Paphos
Gli archeologi che stanno scavando nell'agorà di Paphos hanno ritrovato una tavoletta con inciso, in greco, il nome di un funzionario e moltissimi altri reperti, tra i quali un ciondolo d'oro.
I reperti più spettacolari sono, senz'altro, proprio l'orecchino o ciondolo d'oro che termina con una foglia d'edera, alcuni oggetti in bronzo tra i quali una brocca, un mestolo con il manico in ferro, un anello in bronzo, numerose monete e spille.
La tavoletta con l'iscrizione in greco menziona un ufficiale di nome Seleuco, figlio dell'agoranomos (amministratore del mercato) Ioulios Bathylos. Paphos fu la capitale di Cipro in epoca ellenistica e romana. Ad effettuare queste importanti scoperte sono stati gli archeologi dell'Università Jagellonica di Cracovia, in Polonia, che hanno ritrovato anche i resti di alcune delle merci vendute nel mercato: prodotti raffinati in pianura, ceramiche da cucina, anfore per il trasporto di liquidi, datati all'epoca ellenistica e romana ma anche al periodo bizantino.
Nel 2011 sono state scoperte ed in parte esplorate cinque camere che, grazie agli attuali scavi, sono salite a dodici. Si tratta di negozi o tabernae del primo periodo romano, distrutte con tutta probabilità da un terremoto. Sotto un muro di una stanza crollato, gli archeologi hanno trovato una brocca di bronzo ed alcuni vasi rotti, tra cui un mortarium (una sorta di ciotola per triturare o miscelare alimenti) con due bolli relativi ai produttori e con il nome del proprietario inciso.
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