mercoledì 3 ottobre 2012

Sorprendente Asikli Hoyuk

Una delle sepolture di Asikli Hoyuk
Asikli Hoyuk è un sito poco conosciuto della Cappadocia. Un sito che, però, sembra destinato a far parlare presto di sé per le recenti scoperte archeologiche. Qui, nel Neolitico, sorgeva un importante insediamento, tra rocce vulcaniche e depositi di tufo, in una zona fertile e ricca di ossidiana.
Il sito di Asikli Hoyuk fu scoperto nel 1964 dall'archeologo Ian A. Todd, che rinvenne migliaia di artefatti realizzati con l'ossidiana, che indicavano la presenza di una fiorente industria che alimentava un commercio che doveva estendersi in tutto il Vicino Oriente. Gli scavi sistematici iniziarono solo negli anni '80 sotto la direzione di Ufuk Esin. La prima esigenza degli archeologi era quella di mappare completamente l'antico insediamento, dal momento che erano sul punto di iniziare i lavori per la costruzione della diga sul lago Mamasin e che le acque avrebbero sommerso presto il sito.
Le abitazioni rinvenute erano costruite in mattoni crudi ed in parte erano interrate nel suolo. Il loro allineamento ricorda quello delle città moderne. Sono stati individuati pochi edifici più grandi rispetto alla media, dove si doveva riunire la comunità antica. Le abitazioni erano prive di aperture sulle pareti, come quelle ritrovate a Catal Hoyuk e quelle degli indiani Anasazi, il che ha fatto pensare che l'accesso doveva essere posto sul tetto e doveva essere dotato di scale di legno rimovibili.
Il cranio della giovane donna con
segni di trapanazione
Le camere multifunzionali di queste abitazioni, di circa 20 metri quadrati di superficie, contenevano circa una settantina di sepolture nelle quali erano state deposte offerte funebri di bracciali e collane. I defunti erano sepolti, in posizione fetale, direttamente sotto il pavimento degli edifici. Analizzando i resti scheletrici ritrovati, gli archeologi e gli antropologi hanno rilevato che la vita media dell'uomo era intorno ai 55 anni di età, mentre le donne non vivevano oltre i 25 anni. Le deformità riscontrate sulle ossa femminili fa pensare che le donne venissero impiegate anche in lavori solitamente svolti dagli uomini, quali il trasporto di materiale pesante.
Il braccialetto di Asikli Hoyuk
La mortalità infantile era circa del 50% mentre una percentuale analoga degli scheletri presenta tracce di bruciature, ad indicare che i defunti venivano solitamente bruciati, dopo il decesso, in appositi forni, forse all'interno di santuari o templi destinati alle pratiche religiose. Non sono ancora state ritrovate tracce di un cimitero e questo ha fatto pensare che, data la sproporzione tra le sepolture e il numero delle abitazioni, la comunità che viveva ad Asikli Hoyuk avesse particolari riti funebri, riservati ad una classe di dignitari.
Una collana, rinvenuta una decina di anni fa tra le offerte per i defunti, reca dieci perle di agata magistralmente perforate per quasi dieci millimetri. Questa collana è stata datata al 7000 a.C. ed ha fatto pensare che gli artigiani di Asikli Hoyuk avessero raggiunto un livello sorprendente nella lavorazione di questi manufatti, considerando anche che l'agata ha una durezza piuttosto consistente. Alla collana si è aggiunto un altro stupefacente manufatto: un braccialetto di ossidiana, ritrovato nel 1995 e databile anch'esso al 7000 a.C.. Il braccialetto è di forma quasi regolare e ha un'incredibile simmetria dalla cresta anulare centrale e una superficie accuratamente pulita e rifinita, come a specchio.
Un'altra interessante scoperta è stata il cranio di una giovane donna che presenta tracce della prima trapanazione al cervello finora conosciuta. Il reperto è custodito, come tutti gli altri provenienti da Asikli Hoyuk, nel Museo archeologico della vicina cittadina di Aksaray. E' stato determinato che la tecnica fu eseguita quando la giovane donna era ancora in vita. Il decesso avvenne qualche giorno dopo l'operazione.
Gli scavi, attualmente, hanno raggiunto il livello più basso. Il professor Mihriban Ozbasaran, che dirige gli scavi, ha spiegato che il sito è il primo villaggio noto dell'Anatolia e della Cappadocia in generale. Quest'ultima, proprio grazie a questo e ad altri scavi nella regione, è risultata essere una regione di cardinale importanza nella civiltà umana.
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