domenica 21 ottobre 2012

Zeugma, una città da salvare

Vista sull'antica Zeugma
Zeugma, Turchia. Questa località ricorda immediatamente i mosaici a rischio di definitiva perdita a causa della costruzione della diga di Birecik, sul fiume Eufrate, a meno di un chilometro dal sito archeologico. L'attenzione che i media hanno dato a questa importante località ha fatto sì che si moltiplicassero gli sforzi di salvare quanto restava del passato e le donazioni anche in denaro affinché fossero proseguiti gli scavi e l'opera di recupero. I migliori restauratori del mondo sono arrivati dall'Italia per cercare di salvare i preziosi reperti musivi dalla minaccia delle acque. Zeugma si trova a 500 chilometri da Istanbul.
La storia di Zeugma, però, non è certo recente, risale a millenni prima della costruzione della diga. Nel III secolo a.C. Seleuco I Nicatore (vale a dire il Vincitore), uno dei diadochi di Alessandro Magno, diede vita ad un insediamento chiamato Seleucia, probabilmente un katoikia, o colonia militare, sul lato occidentale dell'Eufrate. Sulla sponda orientale, invece, fondò la città di Apamea, che prese nome dalla sua moglie persiana. Le due città furono fisicamente collegate da un ponte di barche ma non è ancora chiaro se siano state amministrate da un unico governo.
Uno dei mosaici di Zeugma raffigurante una giovane donna
Nel 64 a.C. i Romani conquistarono Seleucia e ne mutarono il nome in Zeugma, che significa "ponte" o "attraversamento" in greco antico. Dopo la fine dell'impero seleucide, i Romani aggiunsero Zeugma alle terre amministrate da Antioco I Theos di Commagene, per ricompensare il re del sostegno dato a Pompeo Magno durante le operazioni di conquista.
Durante tutto il periodo del dominio romano due legioni furono stanziate a Zeugma, aumentandone il valore strategico. A causa dell'elevato volume di traffico che si svolgeva lungo le sue vie di comunicazione e della sua posizione geografica, Zeugma divenne una sorta di dogana. La città era l'ultima tappa del mondo greco-romano prima di attraversare l'impero persiano.
Una delle sepolture di Zeugma (foto Matteo Brunwasser -
Kutalmis Gorkay, Zeugma Archaeologica Project)
Per centinaia di anni Zeugma prosperò nella sua funzione di città commerciale, di centro militare ed anche religioso, raggiungendo i 20.000-30.000 abitanti. Durante l'epoca imperiale fu la più importante città sul confine orientale. Ma la prosperità di Zeugma terminò con la caduta dell'impero romano: i Sassanidi di Persia l'attaccarono nel 253 d.C., ridussero in macerie le sue lussuose ville e quel che ne rimaneva venne utilizzato come stalle per gli animali. Gli abitanti della città, in questo periodo, erano prevalentemente gente venuta dalla campagna che edificò i suoi alloggi con materiale di fortuna.
Oggi il 25 per cento della sponda occidentale della città antica si trova sotto quasi 200 metri d'acqua, mentre la sponda orientale è completamente sommersa, ma c'è ancora molto da scoprire a Zeugma. L'archeologo Kutalmis Gorkay, dell'Università di Ankara, che ha diretto i lavori a Zeugma nel 2005, ha concentrato la sua attenzione su nuovi progetti di recupero, conservazione e salvaguardia di quanto rimane visibile fuori dall'acqua. Fortunatamente questi scavi sono relativamente ben finanziati.
Il riparo in policarbonato che protegge lo scavo
delle domus romane (foto Matteo Brunwasser)
Gorkay sta ora cercando ulteriori prove di come Zeugma, città multiculturale, gestisse il suo ruolo di mondo di passaggio tra est ed ovest, tra il mondo romano e quello persiano. Sta anche cercando di comprendere come sia stato gestito il momento di passaggio dal mondo ellenistico a quello romano.
A 50 metri dalla riva dell'Eufrate è stata costruita una struttura in acciaio e policarbonato per proteggere i resti di cinque case romane. La struttura è costituita da piattaforme multilivello che consentono di ammirare le strutture delle domus e le strade che gli archeologi hanno scavato con cura. La maggior parte delle domus "sorvegliate" dalla struttura appartengono ad un periodo compreso tra il I e il II secolo d.C.. Gli abitanti di questo quartiere di Zeugma erano, con tutta probabilità, funzionari civili e militari di rango elevato e mercanti arricchitisi con il commercio. Sono state trovate le evidenze di un sofisticato sistema di depurazione delle acque e di fornitura delle stesse alle abitazioni. Le tubature portavano l'acqua da quattro serbatoi e cisterne poste sul Tepe Belkis, il punto più alto della città, e la distribuivano attraverso cannelle sormontate da teste di leone in bronzo. Alcuni cortili ospitavano vasche poco profonde, gli impluvi, per raccogliere l'acqua piovana e consentire, nel contempo, anche di rinfrescare l'aria della casa durante la calura estiva. Questi cortili, poi, contenevano alcuni tra i mosaici più famosi di Zeugma, molti dei quali hanno, come tema principale, proprio l'acqua: Eros che cavalca un delfino; Danae e Perseo salvati dai pescatori sulle rive del Seriphos; Poseidone ed altre divinità acquatiche.
Uno dei mosaici di Zeugma (foto Kutalmis Gorkay -
Zeugma Archaeology Project)
Oggi, sul sito, sono visibili solamente i mosaici con temi geometrici. In genere gli archeologi preferiscono restaurare e lasciare i mosaici in situ, in modo che i visitatori possano comprenderne ed apprezzarne il valore nel contesto in cui si trovavano anticamente. Purtroppo, però, la conservazione in loco dei mosaici è difficile ed anche molto costosa: il furto è diventata l'occupazione principale della popolazione che vive nei dintorni di Zeugma, poiché è una buona fonte di reddito. Nel 1998, in una sola notte, sono state trafugate tutte le tessere del mosaico raffigurante le nozze di Dioniso ed Arianna, al quale stavano ancora lavorando gli archeologi. Quest'episodio ha spinto le autorità a rimuovere tutti i mosaici figurati precedentemente scoperti e a far sorvegliare il sito da guardie armate.
Gorkay ritiene che i mosaici siano estremamente rappresentativi delle persone che abitavano le domus in cui sono stati trovati, la loro funzione andava ben oltre una pura decorazione degli ambienti. Molti dei mosaici sono stati accuratamente scelti in base alla funzione della stanza che dovevano ornare. Le scene, inoltre, riflettono il gusto e gli interessi intellettuali del proprietario di casa. Non solo: i mosaici erano disposti in un certo ordine. Quando gli ospiti entravano in casa, incontravano un mosaico che doveva costituire una sorta di benvenuto all'interno, un mosaico che doveva suggerire agli ospiti i gusti e gli argomenti preferiti dal padrone di casa.
Mosaico con la storia di Pasifae (foto Matteo
Brunwasser)
Attualmente Gorkay e la sua squadra di 25 studenti stanno scavando due domus del I secolo d.C.. Si spera di poter trovare altri mosaici ed altri esempi di immagini o testi scritti sul muro. I graffiti sono importanti quanto i mosaici per comprendere la religione, la professione o l'etnia degli abitanti di una casa. Gorkay ha anche supervisionato gli studi che si stanno svolgendo nell'agorà ellenistica, il centro commerciale ed amministrativo dell'antica Zeugma. Finora non vi sono state attività di scavo in questo luogo, ma Gorkay spera di poter procedere, in futuro, all'esplorazione scientifica dell'agorà per completare il quadro sulla città. Nel 2000 un team di archeologi ha effettuato un sondaggio in un edificio dell'agorà, scoprendo una stanza destinata ad archivio contenente decine di sigilli ufficiali che hanno restituito dettagli fino a quel momento sconosciuti circa la vita militare e commerciale di Zeugma. Altri scavi hanno permesso di recuperare statue di bronzo, monete e ceramica in quantità, tutti catalogati e studiati.
Nel 2008 gli archeologi hanno, inoltre, riportato alla luce, sulla cima del Tepe Belkis, un santuario nel quale giacevano tre statue colossali destinate al culto di Zeus, Athena e, probabilmente, Hera. Ci sono, però, ancora molte domande in cerca di risposta in merito a quali fossero le divinità tutelari dell'antica Zeugma.
Scoperta del mosaico di Poseidone (foto Mehemet
Gulbiz)
Gli archeologi hanno, inoltre, potuto esplorare migliaia di tombe situate alla periferia di Zeugma. Huseyin Yaman, dell'Università di Ankara, sta studiando gli elementi architettonici presenti sulle tombe, che hanno forme e dimensioni diverse: alcune sono piccoli spazi destinati ad accogliere un solo individuo o pochi membri di una stessa famiglia, altre sono camere enormi con altari e numerose sepolture. Le iscrizioni che sono state rinvenute al loro interno sono altresì molto diverse e sono state composte anche in lingue diverse. Esse elencano nomi, età e professioni dei defunti. Alcune scritte sono in latino, altre in greco, altre in lingue di ceppo semitico a conferma della multietnicità di Zeugma. Nelle necropoli vi sono poche raffigurazioni di esseri umani, nella maggior parte dei casi compare un cesto, se la sepoltura è quella di una donna, o un'aquila, se la sepoltura è maschile. Il significato delle immagini rimane ancora sconosciuto.
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