martedì 6 novembre 2012

Archeologi italiani scoprono necropoli micenea

Veduta di Eghion
Una necropoli micenea, utilizzata a partire dal XV secolo a.C., è stata scoperta dagli archeologi dell'Università di Udine vicino Eghion, in Acaia, nel Peloponneso nordoccidentale. La scoperta è avvenuta durante la terza campagna di scavi diretti dalla professoressa Elisabetta Brogna. La missione dell'Università italiana opera, unitamente a missioni archeologiche di altri Paesi, coordinate dall'archeologo Andreas Vordos, nella località di Trapeza, su una collina vicino Eghion.
Gli scavi dell'Università di Udine hanno permesso di riportare alla luce due sepolture a camera del XII-XI secolo a.C., piuttosto comuni durante il periodo miceneo. Si tratta di tombe scavate sul fianco delle colline, costituite da un corridoio di accesso e da una camera funeraria scavata nella roccia.
Lo scavo sulla collina seguito
dagli archeologi udinesi
Gli archeologi sono riusciti a recuperare anche il corredo di queste sepolture: vasi in ceramica finemente decorati e pressoché integri, ritrovati così come erano stati deposti ed hanno individuato l'origine del culto celebrato sull'altura di Trapeza. Qui si trovano i resti di un grande tempio del 500 a.C. dal quale proviene una serie di sculture riferibile a Rhypes, una città achea nominata da Pausania. Accanto ai resti del tempio, i sondaggi compiuti dagli studiosi di Udine hanno potuto accertare la lunga frequentazione della collina, a partire dal Neolitico finale (fine IV millennio a.C.) ed hanno permesso il ritrovamento di ceramiche e manufatti in bronzo portati qui dai fedeli in offerta alla divinità che occupava l'altura nell'VIII secolo a.C., antecedentemente al tempio monumentale.
Le ceramiche ritrovate nella necropoli attestano la presenza di un ceto sociale elevato nel XII-XI secolo a.C., che poteva disporre dei prodotti di un artigianato specializzato in ceramica decorata in modo elaborato.
Il Peloponneso nordoccidentale, dove stanno operando gli archeologi di Udine, è una località estremamente importante per i rapporti intessuti con l'Italia peninsulare durante l'epoca della colonizzazione greca in Occidente.
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