sabato 3 novembre 2012

La più antica città europea?

I resti dell'antica città preistorica bulgara
Scavi archeologici nei pressi dell'attuale città di Provadia, in Bulgaria, hanno riportato alla luce i resti di un insediamento formato da case a due piani, una serie di piattaforme utilizzate a scopo rituale e tre bastioni di fortificazioni più tarde. Datato al Carbonio14, il sito ha restituito una datazione tra il Medio e il Tardo Calcolitico, un periodo compreso tra il 4700 e il 4200 a.C..
Quanto è stato trovato, dunque, appartiene ad una città del V millennio a.C., così come ha affermato l'archeologo Vasil Nikolov, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Archeologia. Nikolov e la sua squadra stanno lavorando sul sito dal 2005. L'insediamento di Provadia si trova vicino Varna, una località sul Mar Nero, dove quest'anno è emersa una piccola necropoli che deve ancora essere studiata a fondo.
Le fortificazioni del villaggio calcolitico sono piuttosto alte e costruite con blocchi di pietra e differiscono da tutte le altre fortificazioni di villaggi preistorici ritrovate finora in Bulgaria. Probabilmente il sito era un centro religioso oltre che economico. Se le datazioni venissero confermate, si tratterebbe della più antica città preistorica ritrovata a tutt'oggi in Europa.
I resti di un uomo e due bambini
trovati nella necropoli di Varna
La zona in cui sorgeva l'antico centro era sede di enormi depositi di salgemma, tra i più grandi del sudest europeo, gli unici ad essere sfruttati già nel VI millennio a.C.. Il sale fu la ricchezza della cittadina appena ritrovata. Il sale era un bene estremamente prezioso, all'epoca. Era oggetto di commerci frequenti e sostituiva la moneta negli scambi commerciali già a partire dal VI millennio a.C. fino a tutto il 600 a.C.. La prima estrazione di sale è iniziata, qui, intorno al 5500 a.C., quando la popolazione ha cominciato ad attingere acqua salata bollente dalle vicine sorgenti e a farla evaporare nei forni che sono stati ritrovati all'interno dell'insediamento. Dopo l'estrazione, il sale era utilizzato anche per fare mattoni di piccole dimensioni.
Non solo. Gli archeologi ritengono che circa 6000 anni fa si scoprì che il sale era in grado di conservare gli alimenti, soprattutto le carni, il che portò ad una radicale rivoluzione nell'alimentazione e nello sviluppo umano.
E' la prima volta che, nel sudest europeo, gli archeologi hanno chiaramente individuato tracce di produzione di sale così antiche. Questa precoce produzione venne via via intensificandosi dal 5500 a.C. in poi. Il commercio del sale conferì un potere enorme alla popolazione locale, il che spiega gli oggetti preziosi ritrovati nelle tombe della necropoli di Varna, risalenti al 4300 a.C. circa. Si tratta di 3.000 tra pezzi di gioielleria ed oggetti rituali, riconosciuti a livello internazionale come il tesoro in oro più antico del mondo.
Gli scavi in Bulgaria hanno sofferto di una cronica mancanza di fondi che sono stati integrati con donazioni locali.
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