giovedì 6 giugno 2013

I segreti svelati di Villa Adriana

Nell'area più panoramica della villa di Adriano a Tivoli, alle spalle della Piazza d'Oro, sono riemersi cinque edifici monumentali che, un tempo, erano decorati con statue colossali. Questi edifici erano stati progettati dallo stesso imperatore, al fine di creare un panorama idilliaco all'interno della sua monumentale residenza.
Gli edifici sono tornati alla luce in una parte della villa non conosciuta e quasi dimenticata, considerata di scarso interesse al punto da ospitare, negli anni '60 del secolo scorso, un campeggio. Gli scavi che hanno prodotto questo eccezionale risultato, sono condotti sotto la responsabilità scientifica di Patrizio Pensabene, che opera in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio e con la direttrice di Villa Adriana, Benedetta Adembri.
Le strutture riemerse fanno ben sperare su quelle che ancora devono essere riportate alla luce. Gli edifici non erano stati mai segnalati in precedenza, l'unico monumento visibile finora era quello considerato un mausoleo di epoca repubblicana datato, in seguito, all'età adrianea. Questo padiglione circolare era, probabilmente, una sorta di museo la cui architettura era estremamente ricca. Al suo interno dovevano essere ospitate statue ed opere d'arte
Partendo da questo padiglione, gli archeologi Patrizio Fileri, Francesca Stazzi, Luigi Tortella, Elisa Iori, Elisa Mancini e Vito Mazzucca hanno scoperto una sequenza di altri edifici: un tempietto rettangolare, un secondo padiglione circolare, un altro tempietto rettangolare. Questi ultimi due sono coronati da un grande edificio porticato. L'insieme degli edifici così come sembrano essere stati disposti, completano una scenografia architettonica d'effetto tra natura ed opera dell'uomo. Nei pressi del secondo padiglione, poi, sono riemersi centinaia di frammenti di marmo pertinenti una statua dalle ragguardevoli dimensioni che, dopo un paziente lavoro di restauro, ha restituito ai ricercatori l'immagine di quella che potrebbe essere una Nemesi o un'imperatrice, forse la moglie di Adriano, Vibia Sabina.
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