martedì 18 giugno 2013

Scoperta un'altra ara iscritta a Maryport

Sepoltura nel cimitero tardo romano di Maryport
Un archeologo dilettante, Joseph Robinson, vissuto nel XIX secolo, ha raccolto una serie di reperti nelle vicinanze della piccola città costiera di Maryport, nel nordovest dell'Inghilterra. Tra questi reperti vi sono ben 22 altari in pietra con alcune iscrizioni che raccontano vita e storia dei comandanti romani che si trovavano in questo avamposto, tra i più settentrionali dell'impero romano.
Un gruppo di archeologi e volontari sono, in questi giorni, tornati nel luogo dove sono stati ritrovati questi altari in pietra per raccogliere degli indizi che possano illuminare la storia del forte romano che qui esisteva e la vita dei soldati e degli ufficiali che vi prestavano servizio.
Gli scavi degli ultimi anni si sono concentrati nella zona in cui gli altari sono stati scoperti nel 1870, perché pare che sia stata riportata in luce solo una parte del sito romano. Nel 2012 gli archeologi hanno scoperto 63 pozzi, i piani parziali di strutture che recano l'evidenza di almeno due fasi costruttive ed un cimitero di età tardo antica.
Oggetti di corredo ritrovati nelle tombe
Tra i ritrovamenti recenti  vi è quello di un'altra pietra di altare completa con scrittura che fa riferimento a Tito Attius Tutor, un comandante della guarnigione che aveva già prestato servizio nelle attuali Austria, Ungheria e Romania. Tra i reperti raccolti nel cimitero tardo antico figurano una collana di perle di vetro, un braccialetto, perline sparse ed un frammento di tessuto. Quest'ultimo, esaminato al radiocarbonio, ha rivelato una datazione compresa tra il 240 e il 340 d.C. e si è rivelato essere di lana.
Il forte romano di Maryport si pensa abbia giocato un ruolo piuttosto importante nella difesa delle linee costiere britanniche di Roma. Questo ruolo difensivo si è protratto per più di 300 anni. Indagini geofisiche del sito hanno rivelato che il forte doveva avere delle dimensioni piuttosto ragguardevoli. Le are ritrovate finora erano dedicate a Giove o ad altre divinità romane da parte dei comandanti della fortezza e forniscono importanti informazioni sull'esercito romano e sui culti e riti che praticavano i soldati.
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