sabato 6 luglio 2013

La porta scea di Sovana

Sovana, la porta scea
Adriano Maggiari, professore ordinario di Etruscologia all'Università di Venezia, sta conducendo una campagna di scavi d'intesa con la Soprintendenza Toscana, sotto la direzione della dottoressa Mariangela Turchetti, nella zona limitrofa al duomo di Sovana, nel comune di Sorano.
Nei giorni scorsi i lavori hanno riportato alla luce strutture di grandissima importanza archeologica: si tratta di un'opera idrica di epoca etrusca estremamente imponente ed un bellissimo tratto di mura di III secolo a.C. che allude all'esistenza di una porta scea, vale a dire un'apertura obliqua con il muraglione destro costruito su un piano più alto rispetto a quello sinistro. Era un accorgimento di natura militare che aveva lo scopo di mettere in difficoltà il nemico, costretto a scoprire completamente il fianco destro del corpo.
"L'attuale scavo - ha dichiarato il professor Maggiani - è motivato da una ragione fondamentale: confermare le evidenze monumentali già identificate venti anni fa, ossia un probabile grande impianto idrico di carattere urbano. Invece il grande muraglione in opera quadrata, con l'andamento delle mura che sembra penetrare verso l'interno del pianoro, può far pensare all'esistenza di un ingresso alla città". Se questa ipotesi si rivelasse corretta, aggiunge il professor Maggiari "il muro è costruito secondo le regole della poliorcetica antica e quindi dovremmo individuare la cosiddetta porta scea che obbligava gli assalitori a tenere il fianco destro esposto. Questo muro urbico è databile al III secolo a.C. e la cronologia è confermata dal materiale ritrovato, tutto di questo periodo, salvo pochissimi frammenti riferibili a periodi più recenti".
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