lunedì 7 ottobre 2013

L'area sacra di Kaulonia e le sue meraviglie

Archeologi al lavoro a Kaulonia
Dopo quindici anni dall'inizio degli scavi a Kaulonia, da parate degli archeologi dell'Università di Pisa, il bilancio delle scoperte è notevole. Ultima testimonianza delle straordinarie scoperte è una tabella in bronzo con una lunga dedica votiva che contiene il testo più lungo della Magna Grecia redatto in alfabeto acheo.
Gli studenti e gli archeologi dell'Università di Pisa hanno riportato alla luce, dal 1999 ad oggi, i resti del santuario di Punta Stilo. La tabella bronzea ritrovata a Kaulonia è un documento unico, anche se ridotto in frammenti minuti e corrosi. E' stato effettuato, su questi resti, un restauro presso il Museo di Monasterace. Successive indagini hanno permesso di scoprire un testo greco del V secolo a.C., su 18 linee, in alfabeto acheo. E' una lunga dedica votiva che menziona l'agorà, una statua ed un elenco di divinità che saranno molto interessanti per lo studio degli antichi culti.
Grazie a tecniche innovative, come le riprese tramite droni ed elaborazioni in 3D, gli archeologi sono riusciti a ricostruire un'immagine del grande complesso magnogreco dell'VIII secolo a.C.. Gli scavi sono stati condotti dalla Professoressa Maria Cecilia Parra, docente di Archeologia della Magna Grecia all'Università di Pisa, che ha operato in sinergia con il Laboratorio di Scienze dell'Antichità della Scuola Normale, diretto dal Professor Carmine Ampolo.
L'area del grande santuario urbano di Kaulonia è stata fonte di grandi scoperte: ex voto del VII, VI e V secolo a.C., in particolare armi e ceramiche per le azioni rituali (elmi, scudi, schinieri, spallacci, spade corte, punte di lancia e di freccia) ma anche deposizioni di sacrifici cruenti ed offerte incruente, con tracce di pasti comunitari seguiti dalla deposizione degli strumenti per la macellazione degli animali.
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