domenica 16 febbraio 2014

Un vino dal passato, ancora Tel Kabri

Gli archeologi al lavoro a Tel Kabri (Foto: National Geographic)
Nella Bibbia il banchetto aveva una particolare importanza. Il banchetto prevede il pasto sacro accompagnato con il vino. Ora c'è un riscontro archeologico alla tradizione del banchetto.
Nello scavo del palazzo reale di Tel Kabri, in Galilea, amministrazione divisa tra Israele e Cisgiordania, sono stati trovati i resti di una sala per banchetti che poteva ospitare circa mille persone. Annesso alla sala vi era un magazzino con 40 giare, il tutto risalente a 4000 anni fa. Si tratta della più antica cantina di vino del mondo finora scoperta.
La campagna di scavi conclusasi agli inizi di agosto 2013 è stata diretta da Assaf Yasur-Landau, dell'Università di Haifa, e da Eric H. Cline, della George Washington University. Lo scavo è stato sovvenzionato dalla National Geographic, dalla Israel Science Foundation, dalla Bronfman Philanthropies e dall'Istituto per la Preistoria dell'Egeo. Il team internazionale comprende 60 persone tra cui molti volontari provenienti dal Regno Unito, Israele, Inghilterra, Canada, Paesi Bassi e Australia.
Un archeologo tra le giare del magazzino di Tel Kabri
Il palazzo di Tel Kabri è stato costruito circa 3850 anni fa, nel Bronzo Medio, e rimase attivo per almeno 300 anni. La sua superficie arrivò a coprire i 6.000 metri quadrati distribuiti su due piani. La sala banchetti appena scoperta era enorme e conteneva i resti di festini a base di carne. Il magazzino scoperto accanto alla sala copriva circa 15 metri quadrati. In un primo momento è stata rinvenuta una sola giara di circa un metro di altezza. Molte altre giare sono tornate alla luce durante la prosecuzione degli scavi. In tutto le giare sono risultate essere 40, pari a 3000 bottiglie di vino dei nostri giorni, vale a dire duemila litri del prezioso liquido.
Immediatamente gli studiosi si sono messi al lavoro per la conservazione e il restauro della ceramica, la datazione dei reperti, la geoarcheologia, la petrografia, lo studio dei resti animali e della microfauna.
Cantina e sala da banchetti risultano essere stati distrutti da un terremoto che ha coperto gli ambienti con detriti di mattoni in fango e intonaco. Andrew Koh, della Brandeis University, esperto in chimica archeologica, ha analizzato i materiali organici che coprivano le giare, trovando tracce di componenti base del vino e di composti che, all'epoca, rientravano tra gli ingredienti della bevanda a base di uva, vale a dire: resina di terebinto, miele, menta, cannella e bacche di ginepro. Sono più o meno gli stessi ingredienti utilizzati in un vino medicinale egiziano. "La ricetta di questo vino è stata rigorosamente rispettata in ogni vaso", ha dichiarato Andrew Koh. "Non era vino fatto in casa da dilettanti. Ogni singola giara conteneva vino fatto secondo la stessa ricetta, nelle stesse esatte proporzioni". Ora gli archeologi si ripropongono di ricreare l'antico vino cananeo.
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