sabato 15 marzo 2014

Bentornato, Little Foot

Il cranio di Little Foot
(Foto: Witwatersrand University)
Uno scavo meticoloso durato ben 13 anni ha permesso di recuperare, in Sud Africa, lo scheletro quasi completo di un Australopithecus che è stato battezzato Little Foot. Lo scavo ed il recupero è stato curato da archeologi e paleontologi francesi e sudafricani.
Little Foot è stato rinvenuto nelle grotte di Steridontein di Gauteng, rese famose nel 1936 per il ritrovamento di un gran numero di fossili di Australopithecus. Per 60 anni, però, sono stati recuperati solo teschi parziali e mascelle, denti isolati e frammenti di ossa degli arti. Sono nate, anche, diverse questioni circa l'età dei fossili, di come fossero arrivati fino a quelle caverne e di come poteva essere lo scheletro completo di questo ominide.
Nel 1997, poi, Ron Clarke, Stephen Motsumi e Nkwane Molefe, della University of Witwatersrand di Johannesburg hanno trovato uno scheletro di Australopithecus quasi completo, con tanto di cranio, in una camera sotterranea delle grotte. E' iniziato, allora, lo scavo accurato del reperto, con particolare attenzione a salvaguardare le ossa dell'ominide e lo strato di sepoltura, che avrebbe permesso di capire quali sono stati i processi che hanno portato alla sua conservazione.
Si tratta della prima volta che viene condotto uno scavo di ominide di Australopithecus in un antico deposito calcificato. E' stato subito chiaro, ai paleontologi, che lo scheletro dell'ominide era stato in parte compromesso dal crollo parziale della volta di una cavità sottostante.
Una squadra di specialisti nello studio delle grotte calcaree, composta da Laurent Bruxelles, Richard Maire e Richard Ortega, con Clarke e Dominic Strafford della Wits University, hanno dimostrato che i crolli della grotta sono andati a riempire i vuoti formati dalle antiche erosioni, il che daterebbe lo scheletro ad un età antecedente a quella che finora gli era stata attribuita.
Little Foot è antico di circa 3 milioni di anni e non di 2,2 milioni, come era stato proposto da altri ricercatori. Teschio, braccia, gambe e bacino dell'ominide sono stati in gran parte ripuliti dai residui della roccia circostante. Il Professor Clarke ha concluso uno studio del cranio che appartiene alla specie Australopithecus Prometeo, così battezzata dal Professor Raymond Dart nel 1948, quando ritrovò fossili di ominide nella provincia di Limpopo.
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