domenica 30 marzo 2014

La misteriosa donna del Sussex

Il volto della giovane donna sconosciuta alla quale è stato dato il
nome di Beachy Head Lady (Foto: Graham Huntley)
E' stata la prima residente del Sussex proveniente dall'area del sub-Sahara. Di lei rimane un teschio che, opportunamente studiato e trattato dai ricercatori, ha fornito un identikit di questa antica e misteriosa donna.
La maggior parte degli scheletri e dei resti umani provenienti da due antichi cimiteri anglosassoni sono stati scavati tra il 1992 e il 1996. Gli archeologi ed i paleontologi avevano in mente di restituire, in qualche modo, un'identità ed una nuova "vita" a quelli che, un tempo, erano gli abitanti del Sussex. Durante questo processo di recupero, gli archeologi e gli antropologi si sono imbattuti in due scatole che contenevano dei resti scavati nel 1956. Si trattava di uno scheletro umano, ben conservato, riconosciuto come quello di una donna di piccola statura e di giovane età.
Analizzando il teschio della giovane donna, gli antropologi hanno riscontrato la mancanza dei denti del giudizio. Con l'aiuto delle sovvenzioni per gli studi, i ricercatori hanno potuto effettuare delle analisi costose quali la datazione al radiocarbonio e l'analisi ai radio-isotopi. Analisi che si sono rivelate particolarmente utili per quel che riguarda la misteriosa giovane donna i cui resti erano contenuti in due scatole.
Lo scheletro non era stato etichettato né studiato in precedenza. Si è proceduto, pertanto, alla ricostruzione facciale, profittando della conservazione ottimale dei resti. L'operazione è stata condotta dalla Dott.ssa Caroline Wilkinson, della Dundee University, la quale si è resa immediatamente conto che i tratti somatici della giovane donna rimandavano all'Africa sub sahariana. La ricostruzione del possibile volto della giovane ha dato ragione alla Dott.ssa Wilkinson.
Gli archeologi hanno pensato che poteva trattarsi di una giovane schiava di qualche ricco romano, anche se era da accertarsi il periodo storico in cui era vissuta. La datazione al radiocarbonio ha restituito una data, per la morte della donna, compresa tra il 200 e il 250 d.C., durante, appunto, la dominazione romana.
E' molto raro il ritrovamento, in Gran Bretagna, di resti umani e non che rimandino all'Africa. Ancora più rari sono i resti umani di origine sub sahariana risalenti ad epoca romana. Le analisi sulle ossa hanno permesso di capire che la giovane donna era vissuta nella zona di Eastbourne. Probabilmente fu portata in Gran Bretagna in giovanissima età, ma è altresì probabile che sia nata qui. L'analisi dello scheletro ha rilevato che la giovane donna godeva di buona salute e sembra non aver fatto lavori pesanti. Dunque, non era una schiava. I denti sono in buone condizioni come le ossa.
Alcuni rapporti di scavo risalenti al 1891 parlano di tre scheletri scavati da un cimitero romano sul lato ovest di Beachy Head, nel villaggio di East Dean, nel Sussex, dove si ritiene fosse sepolta la donna. Lo scavo fa cenno al fatto che uno degli scheletri era stato trovato con numerosi braccialetti infilati alle braccia, il che depone positivamente sul fatto che si trattasse di una donna. I braccialetti, custoditi nel museo locale, sono andati dispersi dopo un bombardamento durante la seconda guerra mondiale.
Gli archeologi pensano di aver individuato il luogo dove si trova l'antico cimitero romano da cui provenivano i tre scheletri ritrovati a fine Ottocento. La parte più commovente della ricerca è stata sicuramente la ricostruzione del volto della giovane donna sub sahariana. Non si sa quali siano le cause della morte della donna, ma si sa che morì giovanissima, forse aveva solo 20-21 anni. Lo scheletro non reca tracce di malattie o ferite. Probabilmente l'analisi del Dna potrà rispondere a questo quesito.
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