venerdì 7 marzo 2014

Preistoria irlandese

L'archeologa Marion Dowd nella grotta di Knocknarea che ha
restituito ossa umane risalenti al Neolitico
Gli archeologi hanno ritrovato le ossa di un bambino e di un adulto risalenti ad età preistorica nella grotta della montagna di Knocknarea, in Irlanda. La datazione al radiocarbonio ha restituito una datazione risalente a circa 5500 anni fa. Si tratta delle più antiche ossa umane ritrovate finora nella contea.
In totale sono emerse circa 13 piccole ossa e molti frammenti di altre ossa in una grotta quasi inaccessibile. La scoperta è stata fatta nel novembre scorso. Tre delle ossa scoperte appartenevano ad un bambino, le restanti 10 ad un adulto, tra queste ossa del piede e frammenti del cranio. L'adulto aveva, al momento della morte, un'età compresa tra i 30 e i 39 anni, mentre il bambino era intorno ai 4-6 anni. La scoperta è stata fatta per caso da un neolaureato in archeologia, Thorsten Kahlert, mentre stava indagando su una serie di piccole grotte in parte conosciute sulle pendici del Knocknarea.
La grotta in cui giacevano i reperti è un antro particolarmente stretto, difficile da raggiungere. E' una grotta naturale nella quale è quasi del tutto impossibile restare in piedi e bisogna accucciarsi o strisciare. Ad una prima analisi sembra che le ossa dell'adulto siano state deposte 300 anni prima di quelle del bambino, il quale è morto intorno ai 5200 anni fa.
Gli studiosi pensano che la grotta fosse un luogo in cui si deponevano i cadaveri affinché si scarnificassero. Qui venivano deposti i cadaveri e, dopo la loro decomposizione, le ossa erano trasferite in un altro luogo. I frammenti ritrovati potrebbero essere stati persi accidentalmente. I corpi rimanevano nelle caverne da uno a due anni, in modo che la carne e gli altri tessuti molli si decomponessero.
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