venerdì 12 dicembre 2014

Riemerge la villa di Messalina al Pincio

Roma, Villa Medici. Al di sotto si trovano i resti della villa
dell'imperatrice Messalina, moglie dell'imperatore Claudio
Riaffiora, a Roma, al Pincio, la villa di Messalina, moglie dell'imperatore Claudio. La villa risale al I secolo d.C. ed è decorata in stile egizio ed abbellita da mosaici, statue, giardini, fontane e ninfei.
La villa di Messalina è sicuramente una scoperta eccezionale, per l'archeologia, poiché finora era dato di conoscerla solo attraverso la descrizione delle fonti storiche. Messalina venne colpita dalla damnatio memoriae ed il suo nome eliminato dai documenti storicie e dai monumenti, malgrado la donna appartenesse alla gens Iulia, la stessa che aveva dato i natali all'imperatore Augusto.
Si racconta che la donna, pur di avere per sé la splendida abitazione, avesse fatto uccidere il suo proprietario, il console Valerio Asiatico, promotore della congiura contro l'imperatore Caligola. Gli ambienti della domus imperiale sono riemersi negli ultimi tre anni, durante i lavori a Villa Medici condotti dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Roma, dall'Accademia di Francia e dall'Università "La Sapienza" per ricavare locali di servizio dietro la falegnameria del '500. Sono stati portati alla luce, durante questi lavori, le strutture della residenza imperiale ma soprattutto l'apparato decorativo, databile alla prima metà del I secolo d.C.
Gli archeologi sono rimasti particolarmente colpiti dalla decorazione pittorica che richiama ambienti e colori del Paese del Nilo. Particolarmente importanti sono i frammenti di faience egizia e i raffinati motivi parietali tipici dell'età augustea, con partiture scenografiche che mostra finti scenari sulle pareti. Per non parlare dei vasti giardini e dei complessi giochi d'acqua e ninfei che arricchivano scenograficamente la residenza di Messalina.
I giardini erano alimentati dall'acquedotto Vergine, le cui piscine limarie e i cui condotti si trovano proprio sotto Villa Medici. La villa venne acquisita dal demanio imperiale sotto l'imperatore Claudio e si estendeva, secondo gli archeologi, in parte sotto l'attuale Villa Medici.
Dai sotterranei della biblioteca Hertziana di via Gregoriana, poi, gli archeologi Giulio Fratini e Francesco Moricone hanno estratto una testa di Agrippina Maggiore e una testa di Musa, che facevano parte di un interro che aveva coperto un altro capolavoro, un ninfeo rivestito di mosaici che comprendeva un corteo di statue-ritratto della Dinastia Giulio-Claudia. Agrippina Maggiore era la capostipite della famiglia e la madre dell'imperatore Caligola.
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