sabato 31 gennaio 2015

Il tempio del dio dell'acqua maya in Belize

Lo specchio d'acqua di Cara Blanca, in Belize
(Foto: National Geographic)
Un profondo specchio d'acqua immerso nella foresta del Belize ospita, accanto alla sua riva, le rovine di un complesso templare nel quale gli antichi Maya svolgevano dei sacrifici. Questi ultimi erano indirizzati al dio dell'acqua Chaak, che veniva pregato per interrompere i periodi di siccità che avrebbero, nel tempo, condotto la civiltà Maya alla scomparsa.
Gli archeologi hanno scoperto questo complesso templare a Cara Blanca, disposto attorno ad una piccola piazza. La struttura principale è stata edificata accanto ad una profonda piscina, dove i pellegrini offrivano sacrifici a Chaak. Questo ritrovamento aggiunge informazioni circa i periodi di siccità che, protratti nel tempo, portarono alla decadenza della civiltà Maya.
A guidare gli archeologi dell'Università dell'Illinois, che qui stanno scavando, c'è la Dottoressa Lisa Lucero, che ha esplorato il fondo dello specchio della piscina d'acqua, il cenote, trovando le offerte ivi deposte per lungo tempo, quali ceramiche e utensili in pietra.
Il fondo del Cara Blanca (Foto: National Geographic)
L'antropologo Douglas Kennet ed i suoi colleghi hanno trovato prove che un'elevata piovosità ha condotto ad uno sviluppo esponenziale della popolazione Maya che durò fino al 660 d.C.. Questa situazione, collegata alla notevole quantità di piogge che si riversarono nella regione in quei secoli, cessò quando le piogge smisero di cadere e si arrivò a prolungati e ripetuti periodi di siccità. A partire dall'800 d.C. in tutta l'America Centrale le città cominciarono una lenta e inarrestabile decadenza.
Proprio il ripetersi di questi periodi di mancanza di pioggia, potrebbero aver innescato il culto del dio Chaak attraverso la deposizione di offerte nei tanti cenote ritrovati in tutto quello che un tempo era parte del regno Maya. Grotte e cenote costituivano, per i Maya, l'accesso al mondo sotterraneo.
A Caracol, in Belize gli archeologi hanno esplorato le rovine di Las Cuevas trovando, sotto una delle piramidi più grandi, l'accesso ad una grotta e ad un cenote ed anche un fiume sotterraneo che serviva, probabilmente, come luogo cerimoniale. I Maya, secondo l'archeologo Brent Woodfill, dell'Università del Minnesota a Minneapolis, usavano deporre offerte in grotte e corsi d'acqua anche durante periodi di abbondanza.
Il tempio dell'acqua di Cara Blanca sembra in parte costruito utilizzando il tufo del cenote. Durante la sua costruzione, il pavimento del santuario è stato cosparso di un tappeto di cocci, denti fossili, materiale recuperato dal fondo della piscina. Tra le ceramiche moltissimi sono i vasetti per l'acqua, alcuni dei quali dipinti proprio con un motivo di linee ondulate e spirali. Su una ciotola è stato raffigurato un giaguaro, animale associato all'acqua.
Gran parte delle offerte risalgono all'ultimo periodo Maya, quando oramai le grandi città erano quasi del tutto abbandonate. La piscina d'acqua esplorata dagli archeologi è profonda circa 60 metri e conteneva pezzi di vasi e utensili in pietra.
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