giovedì 23 luglio 2015

Identificati i resti di Filippo II di Macedonia

La mascella inferiore che potrebbe appartenere a Filippo II, padre
di Alessandro Magno (Foto: Javier Trueba)
Quaranta anni dopo il loro ritrovamento, i resti presunti dei reali macedoni trovati in Grecia, trovano una conferma: i ricercatori sono sicuri che uno degli scheletri, quello maschile, appartenga al padre di Alessandro Magno, Filippo II di Macedonia.
Filippo aveva una ferita alla gamba che lo afflisse fino alla morte, avvenuta nel 336 a.C.. I ricercatori hanno trovato le prove di questa ferita, così come i segni della zoppìa, sui resti scheletrici trovati nella sepoltura di Vergina, antica capitale dei sovrani macedoni. La donna e il neonato sepolti con lo scheletro maschile potrebbero essere Cleopatra, moglie di Filippo II, e suo figlio appena nato. Il re di Macedonia aveva avuto Alessandro dalla sua quinta moglie, Olimpiade. Cleopatra Euridice, invece, era nipote del suo generale Attalo. Da lei Filippo II ebbe due figli, un maschio di nome Caranus ed una femmina di nome Europa, nata solo pochi giorni prima della morte di suo padre.
Nel 1977 e nel 1978 furono rinvenuti due scheletri nelle tombe reali I e II di Vergina, nel nord della Grecia, un tempo facente parte della Macedonia. Lo scheletro maschile della tomba II è stato sempre ritenuto quello di Filippo II. Ma lo scheletro non reca alcuna lesione che indichi una zoppìa. Ulteriori studi condotti sui resti contenuti nella tomba II hanno permesso di accertare che gli scheletri appartenevano al re Arrideo e a sua moglie Euridice. Arrideo era il fratellastro di Alessandro che salì al trono dopo la morte di quest'ultimo.
Ossa della gamba di Cleopatra, moglie di Filippo II di Macedonia
(Foto: Antonis Bartsiokas)
L'antropologo Juan Luis Arsuaga, della Universidad Complutense de Madrid, ha analizzato i resti delle due sepolture tramite radiografie e Tac, Lo scheletro maschile della tomba I apparteneva ad un uomo sorprendentemente alto, circa 180 centimetri. L'uomo avrebbe avuto circa 45 anni al momento della morte e le ossa della gamba mostrano un giunto rigido del ginocchio e segni di fusione ossea a dimostrazione di una ferita penetrante che deve aver causato all'uomo notevole sofferenza. I ricercatori hanno, inoltre, trovato prove di traumi legati ad infiammazioni e lesioni ossee del collo che suggeriscono che l'uomo deve aver sofferto di un costante torcicollo che deve avergli provocato un'andatura irregolare. Tutte queste notizie sono coerenti su quanto la storia racconta dei problemi fisici di Filippo II.
Resti ossei del bambino appena nato di Cleopatra e Filippo II
(Foto: Antonis Bartsiokas)
Per mezzo della stessa tecnica, i ricercatori hanno concluso che lo scheletro femminile appartiene ad una giovane donna di 18 anni, mentre il sesso del neonato sepolto con lei è ancora sconosciuto. Dopo la morte di Filippo si dice che Olimpiade, madre di Alessandro Magno, abbia fatto uccidere sia Europa che Caranus per permettere al figlio di salire al trono. Dopo di loro fu la volta della giovane Cleopatra.
Gli autori antichi, dunque, sembrano aver ragione quando affermano che i resti di re Arrideo e di sua moglie Euridice si trovano nella tomba II mentre i resti di Filippo II e di sua moglie Cleopatra, nonché quelli del loro bambino appena nato (forse si tratta di Europa) occupano la tomba I. Una terza sepoltura trovata nel medesimo gruppo è stata già saccheggiata in antico. All'interno rimane solo un affresco murale raffigurante lo stupro di Persefone ed alcuni resti ossei.
Il Professor Arsuaga ha affermato che l'attuale versione dei fatti vuole che Filippo II sia sepolto nella tomba II, ma lo scheletro trovato in essa non mostra nessuna lesione alle gambe che denoti zoppìa. Lo scheletro maschile della tomba I, invece, ha una cospicua anchilosi al ginocchio chiara causa di una zoppìa. Questa anchilosi sembra essere stata provocata da una grave ferita al ginocchio che ha causato un forte processo infiammatorio terminato qualche anno prima della morte dell'uomo.
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