sabato 7 novembre 2015

I misteri di Haft Tappeh, in Iran

La volta della tomba reale di Haft Tappeh, in Iran (Foto: ancient-origins.net)
I resti di centinaia di corpi accatastati dietro un muro in rovina restano a testimonianza della terribile tragedia che si è svolta in un'antica città Iraniana. Gli archeologi hanno scoperto anche diversi artefatti relativi a questa città, chiamata Haft Tappeh. La scoperta della fossa comune, però, ha confermato che ci sono ancora diverse domande alle quali i ricercatori dovranno trovare risposta.
Scavano ad Haft Tappeh gli archeologi dell'Università di Mainz, guidati dal Dottor Behzad Mofidi-Nasrabadi. Sono stati loro a scoprire che gli antichi abitanti di Haft Tappeh caddero vittime di un massacro all'indomani di un assedio alla loro città. I morti, di cui sono stati trovati i resti scheletrici, vennero accatastati disordinatamente l'uno sull'altro dietro un muro.
Sepoltura elamita all'interno di un contenitore, Museo di Haft Tappeh
(Foto: ancient-origins.net)
Haft Tappeh è uno dei più importanti siti archeologici dell'Iran. Risale al II millennio a.C. e si trova a circa 15 chilometri a sud di Susa, nella provincia del Khuzestan. Il sito venne costruito su 14 tumuli di terra, il più alto di 17 metri. Sembra accertato che le strutture monumentali, i templi e i palazzi siano da attribuirsi ai re elamiti Tepti-Ahar e Inshushinak-shar-ilani. La città fiorì per circa un secolo, distesa su 250 ettari di terreno, diventando un centro importante dell'impero elamita. Commercio e scambi diplomatici con gli stati confinanti costituivano la linfa vitale della città. Dallo scavo degli archivi è emersa una tavoletta d'argilla che descrive proprio questi commerci e l'industria dell'artigianato. Gli archeologi hanno poi riportato alla luce un grande tempio, dedicato alla divinità elamita Kirwashir.
Gli scavi, inoltre, hanno scoperto una volta costruita sopra la tomba del sovrano elamita Tepti Ahar.
Lo ziggurat di Chogha Zanbil, vicino Susa (Foto: ancient-origins.net)
Il complesso funerario sotterraneo ha, quindi, svelato una camera reale contenente dei resti scheletrici che, però, non si sa se siano quelli del re e della sua famiglia. La parte settentrionale del complesso funebre conteneva sette scheletri, mentre la parte meridionale ne conteneva tre deposti in un luogo e altri dieci poco distanti, seppelliti uno sull'altro.
Gli archeologi pensano che le fondazioni e la presenza di una serie di cortili e stanze tra le rovine della città possano essere indicative della presenza di un antico ziggurat che, forse, un tempo sorgeva in questo luogo. Forse si tratta di uno ziggurat simile a quello di Chogha Zanbil, nei pressi di Susa, città sacra del regno di Elam.
Sono molti i reperti raccolti ad Haft Tappeh, tra cui statuette di argilla di dee della fertilità, vasi in ceramica, corredi funerari femminili, gioielli, coppe. Alcuni defunti furono sepolti in vasi, altri in bare di argilla.
Come molte antiche città andate in rovina, non si conosce quale sia stata la fine di Haft Tappeh. Gli archeologi ritengono che le strutture monumentali siano state progressivamente abbandonate e che le rovine vennero, in seguito, saccheggiate per costruire le fattorie della zona.
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