sabato 20 agosto 2016

I misteri di Gobekli Tepe

Il "recindo D" di Gobekli Tepe (Foto: diversi fotografi DAI)
Il sito di Gobekli Tepe è stato soprannominato "uno zoo dell'età della pietra" dal chi l'ha scoperto per ultimo, Klaus Schmidt. Si tratta di un soprannome quanto mai appropriati, poiché la gamma degli animali raffigurati è impressionante: orsi, cinghiali, serpenti, volpi, gatti selvatici, uri, gazelle, rettili, uccelli, ragni, insetti, scorpioni e molti altri.
I recinti di Gobekli Tepe mostrano varie specie animali nell'iconografia di ogni cerchio: in alcuni prevalgono i serpenti, in altri le volpi, in altri ancora i cinghiali. Questa varietà di raffigurazioni riunite in gruppi di animali uguali sembra suggerire che vi furono differenti gruppi umani che operarono all'edificazione di questo straordinario luogo. Gli animali e i recinti potrebbero aver rappresentato le diverse componenti sociali di questi antichi gruppi umani.
La composizione di questi gruppi umani è tuttora in discussione, ma esistono degli indizi. A Gobekli Tepe sembra esserci stata una sorta di restrizione alla partecipazione e soprattutto alla conoscenza degli antichi rituali religiosi. E' significativa la mancanza di alcuni oggetti quali punteruoli d'osso, il che porta a pensare che i vari recinti figurati fossero creati altrove. Mancano completamente statuette d'argilla, differentemente da quanto trovato a Nevali Cori, dove le figurine in argilla sono abbondanti malgrado sia assente un vero e proprio edificio di culto.
I recinti nell'area di scavo principale con gli animali prevalenti in
ciascuno di essi (Foto: fotografi diversi DAI)
Quindi le figurine d'argilla e le sculture in pietra possono essere considerati due diversi gruppi funzionali, uno collegato allo spazio domestico, forse inerente il culto, e l'altro proprio degli edifici cultuali veri e proprio. Per quanto riguarda Gobekli Tepe è stato notato che le iconografie richiamano esclusivamente il mondo maschile e si è dedotto, considerando anche la presenza degli elementi su citati, che il sito doveva essere riservato solo ad una parte della compagine umana che viveva in quest'area, quella dei cacciatori maschi, poiché è a loro che sembra far esclusivo riferimento l'iconografia dei recinti.
Gli archeologi non hanno ancora una risposta alla domanda se tutti i cacciatori maschi avevano accesso al sito. Molti pensano che inizialmente queste strutture litiche dovevano essere in gran parte sotterranee, accessibili dall'alto, quasi del tutto insignificanti all'esterno. E' possibile, pertanto, che solo una piccola parte della società dell'epoca potesse avervi accesso. Nell'iconografia di Gobekli Tepe sono presenti diversi animali feroci e questo potrebbe alludere all'aldilà, soprattutto se le strutture erano parzialmente interrate, delineando una primissima credenza religiosa nella morte simbolica e nella rinascita dell'iniziato, che potrebbe essere stata uno degli scopi per i quali venne costruita Gobekli Tepe.

Fonte:
tepetelegrams.wordpress.com
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