sabato 17 dicembre 2016

Tres Tabernae, dove passò san Paolo

Resti del piccolo impianto termale della mansio di Tres Tabernae
(Foto: artbonus.gov.it)
La mansio romana di Tres Tabernae, situata al XXXIII miglio della via Appia è nota agli studiosi per via di san Paolo. Insieme al vicino centro di Forum Appii, fu teatro, nella primavera del 61 d.C., dell'incontro tra alcuni cristiani di Roma e l'apostolo Paolo.
La mansio era sicuramente un luogo di sosta importante per chi percorreva la regina viarum, tra Roma e il porto di Terracina. E' probabile che, con l'organizzazione del servizio postale pubblico voluto da Augusto, Tres Tabernae sia entrata a far parte delle stazioni che scandivano le principali strade romane.
La stazione compare negli itinerari stradali come posto di tappa sull'Appia: nell'Itinerarium Antonini, risalente alla fine del III-inizi del IV secolo d.C., e nei più tardi testi della Cosmographia dell'Anonimo Ravennate. Nella Tabula Peutingeriana, una mappa dell'impero romano databile alla metà del IV secolo d.C., conosciuta attraverso la copia eseguita in età medioevale, la mansio di Tres Tabernae è contrassegnata da una vignetta che ne sottolinea l'importanza e, forse, anche l'esistenza di un edificio termale.
Ambienti della mansio con pavimenti musivi
(Foto: h24notizie.com)
Le indagini archeologiche condotte, a più riprese, dalla Soprintendenza competente a sud di Cisterna di Latina hanno consentito di identificare il sito dell'antica stazione che, fino ad allora, era stata variamente localizzata dagli studiosi. In un'area di due ettari sono stati evidenziati resti di edifici pubblici e privati, oltre ad un diverticolo della strada principale. Questi ritrovamenti sono solo una parte di un insediamento di più vaste dimensioni la cui frequentazione va dal I al IX secolo d.C.
Sono diversi i settori riportati in luce dagli scavi. Uno gravita intorno al diverticolo e comprende anche resti di edifici di carattere commerciale e un balneum. L'altro è caratterizzato da ambienti con murature in reticolato e pavimenti in battuto o in mosaico monocromo bianco che si alternano a un grande spazio aperto sistemato ad hortus. Il terzo settore presenta murature più tarde, con un quartiere di servizio, alcuni vani contigui tutti con pregevoli tessellati (pavimenti composti da tessere di piccole dimensioni) bianco-neri. Alcuni di questi tappeti musivi risalgono al 180 d.C. circa e vennero realizzati al di sopra di un alto strato composto da elementi eterogenei frammisti a intonaci dipinti.
Pavimento musivo di Tres Tabernae (Foto: Parvapolis.it)
Questi mosaici, i cui motivi vanno dall'arabesco di tralci vegetali arricchito da oggetti riferibili ad un contesto dionisiaco, ad un medaglione centrale con testa di Gorgone, dimostrano l'originalità creativa e l'alto livello esecutivo delle maestranze che lavoravano sul sito.
Il complesso comprende anche un grande edificio non ancora indagato integralmente, composto da un'area centrale a cielo aperto (un cortile o un giardino), circondato da ambienti, uno dei quali riscaldato, tutti dotati di mosaici geometrici in bianco e nero. L'ambiente più sontuoso è stato identificato come una sala triclinare con tre riquadri ed altrettanti emblemata figurati, realizzati con un mosaico piuttosto raffinato. Questa sala aveva, forse, una destinazione di rappresentanza per personaggi di alto rango collegati alla cura della strada pubblica o alla gestione della mansio.
Gli archeologi ritengono che già nella prima metà del I secolo a.C., in questo luogo vi era una importante struttura attrezzata per la sosta e il cambio dei cavalli, citata già da Cicerone - che vi aveva sostato nel 59 a.C. - nella sua lettera ad Attico. La vita della mansio continuò prospera per tutta l'età antica ed il passaggio di san Paolo a Tres Tabernae aggiunse notevole prestigio alla struttura. Nel 313 d.C. la mansio era incardinata in una sede vescovile che controllava i numerosi possedimenti fondiari della Chiesa in questa zona.
Pavimenti musivi degli ambienti della mansio di Tres Tabernae
(Foto: IlTabloid.it)
La diocesi di Tres Tabernae continuò a vivere fino al VI secolo d.C., quando papa Gregorio Magno la unì alla vicina sede di Velletri, il che portò allo spegnimento della funzione della sede. Da questo momento cessano le notizie su Tres Tabernae che riappare nell'VIII secolo d.C. quando un vescovo della diocesi viene nominato in un constitutum di papa Paolo I.
La sede vescovile venne riattivata da papa Zaccaria, che aveva ricevuto in dono dall'imperatore Costantino V Copronimo delle massae (insieme di terreni agricoli) di Ninfa e Norma. La sede, però, non durò molto dopo il IX secolo d.C., a causa dell'impaludamento  dell'area attraversata dalla via Appia, alla quale si cominciò a preferire l'antico percorso pedemontano che passava per Norba, Sezze e Priverno. Non è stata mai trovata traccia degli antichi edifici di culto cristiani di Tres Tabernae. Negli anni '90 furono trovati, in scavi non autorizzati, frammenti marmorei di plutei e di un pilastrino pertinenti l'arredo liturgico di una chiesa. Questi oggetti sono decorati con motivo a intreccio di nastri di vimini, secondo la moda degli anni compresi tra la fine dell'VIII e la metà del IX secolo d.C.

Fonte:
liberamente tratto da "Archeo" di novembre 2016
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