venerdì 10 marzo 2017

I Romani piegati...dall'artrosi

Immagine di un antico libro di storia della medicina in cui è rappresentata
una gabbia di legno per fermare una gamba dopo la frattura nell'antica
Roma (Foto: Ansa)
Era l'artrosi a mettere in ginocchio gli abitanti della città eterna, piegando schiene e arti dei cittadini della capitale dell'Impero con un dolore che nessun paziente di oggi conosce. La malattia arrivava già a 30 anni: le articolazioni soffrivano per il terribile carico di lavoro a cui lo scheletro era sottoposto. Nessuna prevenzione, nessuna cura. Le fratture venivano ricomposte senza intervento chirurgico e gli arti venivano ingabbiati in una struttura di legno in attesa di guarigione.
Lo dice il più grande studio nel suo genere, realizzato su oltre 2.000 scheletri da un'equipe composta da due ortopedici, tre antropologi, due radiologi e due storiche della medicina, in un volume che aiuta a completare un tassello della storia medica. Il libro "Bones: Orthopaedic Pathologies in Roman Imperial Ageè", è stato presentato dall'ortopedico Andrea Piccioli, Direttore del Giornale Italiano di Ortopedia e Traumatologia, Segretario della SIOT, membro del Comitato Scientifico dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha curato la ricerca assieme alla dottoressa Maria Silvia Spinelli (ortopedico), le due antropologhe Carla Caldarini e Federica Zavaroni, e Silvia Marinozzi (storica della medicina).
Il lavoro è senza precedenti nella letteratura scientifica per il numero di soggetti esaminati, trovati nelle campagne di scavo delle necropoli suburbane della Capitale, con esami fotografici integrati da moderne tecniche di imaging, ad esempio la TAC, così da valutare lesioni impossibili da scoprire prima.
"Alcuni reperti ci sono apparsi cosi particolari che non potevano non presupporre delle buone conoscenze sulle tecniche di guarigione dell'osso, ci è sembrato importante, allora, cercalre la collaborazione con storici della medicina per capire ed analizzare l'evoluzione delle conoscenze mediche e ortopediche del mondo della Roma imperiale", spiega il Professor Piccioli.
Il progetto è stato proposto e finanziato dalla Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) in collaborazione con il Servizio di Antropologia della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area Archeologica di Roma. Ha partecipato al Progetto il Servizio di Storia della Medicina dell'Università La Sapienza di Roma.

Fonte:
Ansa.it
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