sabato 11 marzo 2017

L'aspirina dei neanderthaliani...

Mandibola superiore di un neanderthaliano vissuto nelle grotte di
El Sidròn, in Spagna (Foto: Paleoanthropology Group MNCN-CSIC)
Dell'antico Dna trovato nella placca dentale di un neanderthaliano, il parente più vicino all'Homo Sapiens, ha fornito nuove notizie sul comportamento, la dieta e la storia evolutiva di questa specie. Tra le altre cose sono stati individuati gli usi terapeutici che questa specie umana faceva di alcune piante in grado di curare alcune malattie.
Un team internazionale, guidato dall'Università di Adelaide e comprendente anche ricercatori dell'Università di Liverpool, ha rivelato la complessità del comportamento dell'uomo di Neanderthal. La placca dentale intrappola, al suo interno, i microrganismi che hanno vissuto nella bocca del soggetto e gli agenti patogeni presenti nel tratto gastrointestinale e respiratorio, come pure pezzetti di cibo rimasti incastrati nei denti. Questa placca può preservare il Dna per diverse migliaia di anni. Il rinvenimento di placca dentale in alcuni soggetti neanderthaliani ha permesso ai ricercatori di studiare la vita, la salute, le abitudini di questa specie umana, valutando anche in che modo l'ambiente ne ha influenzato il comportamento.
I ricercatori hanno analizzato e confrontato campioni di placca dentale prelevati da quattro individui neanderthaliani trovati nei pressi delle grotte di Spy, in Belgio, e di El Sidròn, in Spagna. I campioni hanno una datazione compresa tra i 50.000 ed i 40.000 anni fa: si tratta della più antica placca dentale mai analizzata dal punto di vista genetico.
Grotte di El Sidròn, paleoantropologi al lavoro
(Foto: Antonio Rosas, Paleoanthropology Group MNCN-CSIC)
"Abbiamo scoperto che i Neanderthaliani che vivevano nelle grotte di Spy consumavano abitualmente rinoceronti lanosi e pecore selvatiche europee unitamente a funghi selvatici. - Ha affermato il Professor Alan Cooper. - Quelli di El Sidròn, invece, non hanno mostrato prove di consumo di carne, piuttosto sembra abbiano osservato una dieta in gran parte vegetariana, composta da pinoli, muschio, funghi e corteccia d'albero. Uno dei reperti più interessanti è quello di un neanderthaliano vissuto ad El Sidròn, che soffriva di un ascesso dentale ben visibile sulla mandibola. L'analisi della placca dentale ha dimostrato che aveva un parassita intestinale che provoca una forma acuta di diarrea. - Ha continuato il Professor Cooper. - Per curare questa malattia, l'uomo masticava corteccia di pioppo, contenente acido salicilico, il principio attivo dell'aspirina, che doveva alleviargli notevolmente il dolore. E' stato possibile rilevare, inoltre, la presenza di una muffa antibiotica naturale (Penicillium) mai ritrovata prima in altri esemplari".
Sembra che i neanderthaliani possedessero una buona conoscenza delle piante medicinali e delle loro proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche e che le utilizzassero comunemente. Un risultato indubbiamente sorprendente. Come sorprendente sarebbe confermare l'utilizzo di una sorta di antibiotico come la pennicillina, migliaia di anni prima della sua scoperta.
Lo studio della placca dentale di questi neanderthaliani ha permesso la ricostruzione del genoma microbico più antico mai sequenziato, il Methanobrevibacter oralis, associato con le malattie gengivali. Questo sembra suggerire che i neanderthaliani e gli altri gruppi umani condividevano diversi gruppi patogenti molto tempo dopo che le specie si erano diversificate.
La composizione batterica dei neandertaliani era molto simile a quella dei gruppi umani moderni, strettamente correlata con la quantità di carne presente nella dieta. I neanderthaliani della grotta di El Sidròn avevano una dieta molto simile a quella degli scimpanzé e degli agricoltori africani.

Fonte:
University of Adelaide
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